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San Giovanni Gualberto, il messaggio di un Patrono

               SAN GIOVANNI GUALBERTO,

               IL MESSAGGIO DI UN PATRONO

               di Marilla Favale*


                 “i verdi boschi, manifesta e meravigliosa opera di Dio, non solo procurano
               agli stanchi mortali l’ombra che ne ritempra le forze, non solo richiamano gli
               animi dal turbinio logorante del mondo elevandoli dolcemente alle cose celesti,
               ma in molteplici maniere sono di utilità agli uomini e di aiuto ai bisogni della
               vita. Instancabili, pertanto vigilino le guardie forestali…”

                 “i verdi boschi, manifesta e meravigliosa opera di Dio, non solo procurano agli stan-
               chi mortali l’ombra che ne ritempra le forze, non solo richiamano gli animi dal turbinio
               logorante del mondo elevandoli dolcemente alle cose celesti, ma in molteplici maniere
               sono di utilità agli uomini e di aiuto ai bisogni della vita. Instancabili, pertanto vigili-
               no le guardie forestali…”


                      allombrosa è un vocabolo che racchiude, nel suono del
                      pronunciamento, la rara e preziosa musicalità di vera poe-
               Vsia. La stessa emanante dal luogo, latifondo forestale tra i
               più belli ed importanti della penisola, dove l’etica e la geografia
               fuse in uno iato sovrano dimostrano che solo l’innesto di una
               concezione filosofica sulla giusta realtà materica può spiegare,
               con sufficiente chiarezza, l’intimo rapporto tra Vallombrosa e il
               significato primigenio di arte forestale. “Arte” è un concetto dif-
               ficile da spiegare e da apprendere, eludendo il comune senso
               esteso che la vorrebbe identificare in quadri, sculture o quant’al-
               tro, ovvero, nei suoi prodotti. Secondo l’evoluzione interpretati-
               va, ed esponendo brevemente, arte è la riuscita manipolazione
               della natura da parte dell’uomo che “sposa” la materia (la fore-
               sta, nel caso di specie) all’”idea” (ispirazione creativa), nel con-
               nubio più generoso e fecondo in grado di produrre continuità. A
               Vallombrosa, feudo di antichi signori toscani, fu impiantato feli-
               cemente il seme di una corrente nata dal cenobitismo benedetti-
               no, ordine religioso tra i più potenti di sempre, la quale regola
               riassunta nella formidabile sintesi “ORA ET LABORA” dettata
               dal fondatore in persona, orientava l’esistenza dei monaci al ser-
               vizio dei Dio, della Natura e delle creature. Accadde, quasi mille

               *  Perito Superiore del CFS

                                                           SILVÆ - Anno VII n. 15/18 - 295
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