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Studi etnobotanici nella Provincia di Rieti


               vedi i vasi erano portati in chiesa da ragazze che facevano a gara
               a chi portava il vaso più bello. Davanti ai vasi era posta una lam-
               pada e l’altare era adornato con ginepro che si raccoglieva in mon-
               tagna. (Polia, M. 2002). A Collerinaldo, l’8 Settembre, il giorno
               della festa della Madonna della natività, si faceva “lu manocchiu”
               ovvero una corona di grano che i locali offrivano in chiesa come
               ringraziamento del raccolto, portavano in processione e poi ven-
               devano all’asta. Se il grano rappresentava una pianta molto usata
               per riti e usanze in quanto fonte principale di sostentamento,
               anche altri prodotti erano utilizzati per l’alimentazione. Da alcuni
               racconti è stato evidenziato, ad esempio, come circa cinquant’an-
               ni fa era molto diffusa la raccolta di prodotti dei boschi e dei
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               campi: “se jea pe’ funghi, cicoria, sparaci , lupari , cimitarule , jen-
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               neri, moriche e, a Terminillu pure pe mirtilli e lamponi” 18  cosi come,
               negli estesi castagneti di Antrodoco erano molti a dedicarsi alla
               coltura delle castagne. Anche in “La sabina e il Fascismo”   19  tro-
               viamo scritto:” …le fragole, i funghi, i tartufi, l’asparago selvatico, le
               nocciole, il vischio, le sorbe, i corbezzoli, le more, la menta selvatica, il
               finocchio selvatico, la belladonna, la genziana, l’origano ecc, sono tutti
               prodotti che costituiscono la piccola industria forestale che viene eserci-
               tata in maggior parte dalle donne e dai ragazzi della montagna che pre-
               sentano questi prodotti al consumatore sui pubblici mercati della città e
               dei paesi limitrofi. Le piante medicinali invece vengono vendute agli sta-
               bilimenti farmaceutici”. Questo dimostra come l’attività di raccolta
               dei prodotti del sottobosco e di erbe fosse quindi molto diffusa e
               non solo limitata al consumo familiare ma anche alla base di even-
               tuali commerci.


               Bibliografia

                 A.A.V.V. - Annuale del Comizio Agrario di Rieti per l’anno
               1879- Rieti- Tipografie Trinchi (1879).
                 A.A.V.V.- Il baco da seta in terra Sabina in Terra sabina (rivista
               mensile) - Anno II- n. 4 (1924).

               15 Asparagus acutifolius L.
               16 Humulus lupulus L. (da BIANCHINI, A.-1909)
               17 Clematis vitalba L.
               18 Università della Terza Età- Unitre- Rieti laboratorio dialettale- Appena ieri, istantanee sul pas-
                 sato in una raccolta di testi in lingua e in dialetto- Comune di Rieti (1998)
               19 R. Provveditorato agli studi per la Provincia di Rieti- La Sabina e il Fascismo- Roma (1927)

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