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Il caso “Bari 2005”: una tragedia annunciata


            Le correnti alluvionali che minacciano più da vicino la città di
            Bari sono quelle determinate dalle lame Lamasinata, Picone e
            Valenzano. L’analisi dei dati medi di pioggia evidenzia che la
            precipitazione media annua sulla zona in analisi si aggira tra i
            600 e 700 mm. Per quanto riguarda la distribuzione mensile della
            piovosità, la minima quantità cade in luglio e la massima nel
            periodo ottobre-gennaio.


            Le sembra che la difesa del suolo dai dissesti idrogeologici
            costituisca un  must  sentito come tale dal legislatore e dagli
            amministratori pubblici pugliesi ovvero in generale?

            Quello che penso è anche frutto dell’esperienza personale e di ciò
            che si può registrare sistematicamente in occasione di tragedie e
            disastri che si registrano in Italia e nel Mondo: si attuano azioni e
            iniziative solo in condizioni di emergenza e a fronte di eventi già
            successi. Cioè si è sviluppato più il concetto della commemorazio-
            ne che quello della prevenzione, programmazione e pianificazione.
            Tutti i fondi e le leggi che vengono attivati ed emanate sono il frut-
            to di iniziative intraprese a fronte di eventi calamitosi già accaduti
            (per es la cosi detta Legge “Sarno”). Quanto si faccia politicamen-
            te, tecnicamente e giuridicamente oggi per evitare l’esposizione al
            rischio, per lo meno in Italia, non è ancora ne evidente ne tanto-
            meno chiaro.

            A che punto è la presa di coscienza sociale nel nostro paese
            verso il problema della difesa del suolo?

            Credo che molto si debba fare ancora in funzione della consape-
            volezza culturale e della conoscenza delle fenomenologie natu-
            rali. Paradossale è infatti anche a livello di mass media sentire
            appellare gli eventi calamitosi con termini quali “Frana assassi-
            na” o “onda omicida”: quasi a voler deresponsabilizzare l’uomo
            nell’aver creato le condizioni di forte esposizione al rischio.


            La storia quasi bicentenaria del Corpo forestale dello Stato
            parte e attraversa periodi lungo i quali lo stesso era anche desi-
            gnato a svolgere funzioni tecniche di progettazione ed esecu-


                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 199
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