Page 88 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CaRaBinieRi del 1945 - L’ITALIA LIbERATA




             so una reale conoscenza della situazione potevano essere pensati ed adottati provve-
             dimenti efficaci.
                  la documentazione archivistica rinvenuta non ci consente per ora di sapere se
             furono ipotizzati altri nominativi di ufficiali per la missione, certo è che la storia ed
             il profilo di Caruso resero forse più facile il compito al Comandante generale.
                  Prima però di entrare nel vivo della missione è bene ricordare che anche il
             generale Caruso, nonostante il suo contributo nella resistenza, non fu immune da
             pettegolezzi, sospetti e accuse di faziosità e di malcostume fascista. esso infatti era
             stato deferito , il 9 dicembre 1944, alla Commissione di 1° grado per l’epurazione
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             degli ufficiali dei Carabinieri, a seguito di un rapporto anonimo attribuito ai servizi
             segreti americani. l’esito  degli  accertamenti portò  la  Commissione per
             l’Epurazione - così si legge dalla delibera del 9 marzo 1945 - a dichiarare Caruso esen-
             te da ogni sanzione disciplinare .
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                  Ritornando alla missione al sud va detto che venne perseguita con estrema
             decisione ma anche cautela. Ciò è comprovato dal fatto che solo a metà del suo
             viaggio decise di informare Brunetti con una lettera. Proprio grazie ad essa sappia-
             mo che l’iniziale perimetro della missione doveva essere ben più ristretto. Partito da
             Roma - scrive  Caruso - per vedere solo la legione Catanzaro ho finito di vedere, sì,
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             profondamente questa unità, ma ho reputato subito necessario di rendermi conto
             anche della Legione Napoli, visitando molteplici reparti e comandi, nonché di farmi
             un’idea della Legione bari, visitando un comando di Gruppo con le unità dipenden-
             ti ed infine di dare un’occhiata all’Arma della Sicilia, dove pur essendomi fermato
             per poche ore presso il capoluogo di Messina, tuttavia sia nel passare in rivista il per-
             sonale e sia nel conferire con il comandante e con gli ufficiali, mi sono potuto fare un
             criterio generale sullo spirito dei nostri militari; sul prestigio dell’Arma sull’isola;
             sull’andamento del nostro servizio d’istituto.
                  l’iniziativa mossa da Caruso nel modificare il suo viaggio rappresenta la ricon-
             ferma che il Comandante generale aveva scelto la persona giusta. Possiamo afferma-
             re con certezza che Caruso non si limitò solo ad assolvere la missione dal punto di
             vista della raccolta delle informazioni ma colse l’opportunità andando ben oltre.
             non mancò infatti per l’ennesima volta di dare l’esempio e motivare il personale.
                  tornato a Roma, Caruso riorganizzò tutti gli appunti presi, giorno dopo
             giorno, ed elaborò la sua relazione. una fotografia che ha ben otto prospettive:


             10  Comando generale dell’arma dei Carabinieri, direzione dei Beni storici e documentali (asaCC),
               documentoteca, scatola 1770, fascicolo 7 (d’ora in poi d1770.7).
             11  Composta da Presidente dott. Pietro Formosa, membri gen. Carlo Baggi e Prof. massimo aloisi.
             12  asaCC, d1770.3, relazione redatta a Reggio Calabria il 13 luglio 1945 dal generale Caruso.

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