Page 93 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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VIAGGIO NEL Sud ITALIA
valore ai quali doveva essere data la possibilità di passare in servizio permanente.
l’arma doveva conservare il suo carattere volontaristico, andavano congedati quegli
elementi che non desiderano rimanere nelle fila e che non erano all’altezza del compito.
l’eccezionale documento, ricco di informazioni sulla condotta degli ufficiali che il
generale Caruso incontrò, rivela che oltre a visitare le caserme dell’arma vennero
sentiti anche i relativi Prefetti, che non esitarono a manifestare la loro soddisfazione
per il comportamento dei carabinieri.
4. Conclusioni
la missione affidata al generale Caruso è assolutamente da considerare come
uno dei primi atti o sforzi intrapresi per la ricostruzione morale e fisica del Paese.
sulla portata di questa esperienza, sicuramente unica e rara, va senza alcun dubbio
detto che fu possibile solo ed esclusivamente grazie alla volontà e determinazione
dal suo esecutore.
Partito da Roma per vedere solo legione di Catanzaro - scrive Caruso - ho finito
di vedere, si, profondamente questa unità, ma ho reputato subito necessario di render-
mi conto anche delle Legioni di Napoli, visitando molteplici comandi e reparti, non-
ché di farmi un’idea della Legione di bari, visitando un Comando di Gruppo con le
unità dipendenti ed infine di dare anche un’occhiata all’Arma della Sicilia dove,
pur essendomi fermato per poche ore presso il capoluogo di Messina.
la necessità di raggiungere un più elevato numero di comandi e carabinieri è
certamente da interpretare anche come la volontà di ricucire l’importante e fonda-
mentale rapporto tra il Centro e la periferia. una interconnessione necessaria per la
funzionalità istituzionale. del resto il Comandante generale aveva scelto per questa
delicata missione un leader carismatico che aveva guidato i carabinieri contro i nazi-
fascisti nella Capitale. Per aiutarci a capire realmente la figura di Caruso è certamente
utile ricordare le parole usate, nel novembre del 1943, da un suo dipendente - per
rendere omogeneo il movimento e per dare un unico indirizzo ai carabinieri era stato
deciso “dall’alto” di affidare il comando di tutto il fronte di resistenza dei carabinieri
di Roma ad un generale di provata fede, di attaccamento all’istituzione e di sicura
capacità professionale: il generale Caruso. dopo i primi abboccamenti avuti dal capi-
tano Aversa col generale Caruso, l’organizzazione fu immediatamente portata su
basi più omogenee ed organiche, meglio rispondenti alle esigenze del momento .
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Queste poche parole rendono ancora più comprensibili le motivazioni di una
scelta, fatta su chi riunisce in sé tutte le caratteristiche, verrebbe da dire “l’uomo giu-
sto nel momento giusto”.
13 asaCC, d1496.29, relazione di Pietro Votto.
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