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i CaRaBinieRi del 1945 - L’ITALIA LIbERATA




                  grazie alla sua affidabilità, Caruso fu inviato in un’altra parte d’italia, sempre
             per ordine diretto del Comandante generale dell’epoca, per un’ulteriore delicata
             questione.
                  infatti tre anni più tardi, il 20 novembre 1948, l’ufficiale si recò per tre giorni
             a Bologna, modena, Reggio emilia ed altre località dell’emilia Romagna per riferi-
             re sulla delicata tematica dell’ordine pubblico a seguito di una serie di agitazioni e
             scioperi .
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                  tornando al viaggio al sud, attraverso le due relazioni scritte, sappiamo che il
             viaggio riservò anche delle sorprese. sappiamo così che la rottura di una balestra
             della macchina, riparata alla meglio con una saldatura provvisoria, rese necessaria
             una sosta nella città di Cosenza. al tempo unica città della Calabria in cui potevano
             eseguire manutenzioni sui veicoli; circostanza propizia per una breve licenza.
                  leggendo attentamente il rapporto, il lettore rischia di scoprire un documen-
             to attuale. esistono infatti tutta una serie di coincidenze con problematiche ancora
             oggi persistenti. ne è un evidente esempio l’impiego, a tal proposito Caruso scrive:
             gli organici di tali Reparti non sono mai al completo perché molti sono comandanti
             altrove oppure distratti da servizi speciali.
                  Cronica risulta poi  la questione  dell’inadeguatezza  delle Caserme,  ancora
             Caruso scrive: per il casermaggio è qui al centro che la questione potrà essere risolta,
             almeno in parte, ottenendo dal Ministero competente un miglioramento nelle diarie,
             perché le iniziative locali non possono porre un serio e duraturo rimedio alle deficienze.
                  nel fascicolo, conservato presso l’ufficio storico dell’arma dei Carabinieri,
             che conserva le relazioni di Caruso non esiste alcuna documentazione che descrive
             i provvedimenti adottati dal Comandante generale, ma considerato lo spirito e la
             tempra dei due uomini è certo che i due intrapreso ogni sforzo per migliorare, nel-
             l’interesse del Paese, la condizione dei Carabinieri e dell’arma stessa.
















             14  asaCC, d1770.30, lettera n. 15/15 di prot. datata 25 novembre 1948 a firma del generale Filippo
               Caruso.

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