Page 99 - Rassegna 2025 numero speciale 2
P. 99
tra riPriStino della leGalità e SerVizio d’iStituto
il governo faceva enorme affidamento sull’Arma dei Carabinieri Reali per resti-
tuire alla vita sociale e civile il paese. in questo senso, il ruolo delle Stazioni costituiva la
chiave di volta del successo dell’operazione dagli importanti risvolti politici. garantire
una normale vita quotidiana in un paese così devastato rappresentava un impegno dav-
vero considerevole. in questo senso, il contributo analizza le carte di polizia giudiziaria,
di pubblica sicurezza ed amministrativa della Stazione Carabinieri Reali di Russi per il
1945, considerando il caso di studio come un primo campionamento che si spera di
estendere ad altre parti d’italia, sulla base della documentazione non ancora distrutta e
da versare alla Direzione dei beni Storici e Documentali del Comando generale
dell’Arma dei Carabinieri, secondo le disposizioni emanate nel 2010 .
5
2. I Carabinieri Reali nella Ravenna liberata
immediatamente dietro le truppe alleate e, in linea con quanto attuato nelle
altre regioni italiane già liberate, seguiva un contingente di Carabinieri Reali . Questi
6
avevano il compito di provvedere alla ricostituzione dei comandi dell’Arma dopo la
liberazione del territorio riprendendo, quanto più celermente possibile, a garantire
quel servizio d’istituto che rappresentava l’essenza dell’Arma sin dalla sua fondazione.
in questo senso, va segnalato che il 16 gennaio 1945 il nucleo organizzativo
del gruppo Carabinieri Reali di Ravenna, già stanziato nella città liberata, sintetiz-
zava i risultati del contributo militare dell’Arma nella provincia, riferendoli al
nucleo organizzativo della legione di bologna (in Firenze). per quanto riguardava il
comune di Russi, era indicato che il 17 dicembre erano periti due militari dell’Arma
del nucleo organizzativo della Stazione omonima a seguito di “scoppio di granata
7
nemica nell’abitato di quel comune” .
400.000 proiettili. per l’italia meridionale i dati erano molto approssimativi, ma indicavano comun-
que: 38 mitragliatrici, 145 mitra, 600 fucili, 3.400 bombe e 700.000 proiettili. parri comunicò anche
che nel corso del mese di agosto erano stati effettuati importanti rastrellamenti nelle aree di Milano e
di genova. erano dati che non consideravano le armi rastrellate dagli Alleati, ma che indicavano
comunque […] come le operazioni di raccolta delle armi procedessero molto a rilento”.
5 Sulla questione delle disposizioni in materia di tutela e conservazione permanente della documenta-
zione prodotta e custodita dall’Arma dei Carabinieri, si rinvia a Flavio Carbone, tra carte e caserme:
Gli archivi dei Carabinieri reali (1861-1946), Roma, Stato Maggiore della Difesa, 2016, con par-
ticolare riferimento alle pp. 405-412.
6 Tra tutti, si rinvia al recente contributo intitolato dal nucleo organizzativo alla legione Carabinieri
reali di Genova. la fotografia della prima ricostruzione in Flavio Carbone (a cura di), i Carabinieri del
1945. la liberazione, numero Speciale 2025 della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, pp. 255-264.
7 Foglio n. 12/8-1944 datato 16 gennaio 1945 del nucleo organizzativo del gruppo Carabinieri Reali
di Ravenna a firma del maggiore Francesco Manganaro in Comando generale dell’Arma dei
Carabinieri - Direzione dei beni Storici e Documentali, Documentoteca, scatola 1167, fascicolo 12
(d’ora in poi ASACC, D1167.2), Contributo dell’Arma della legione di bologna e della popolazio-
ne alla causa degli Alleati (fotocopie da documenti del Museo).
97

