Page 91 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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VIAGGIO NEL Sud ITALIA
non esistevano veicoli e i pochi presenti non erano efficienti. alle carenze
materiali si aggiungeva quella del personale. Le stazioni che costituiscono la linea
avanzata alla lotta contro la delinquenza hanno forze assolutamente inadeguate
alla necessità dell’ora che volge. erano poi troppi i carabinieri che venivano impe-
gnati fuori dal territorio di competenza in servizi speciali. secondo l’ufficiale i mili-
tari dovevano essere lasciati a disposizione del Comandante di stazione. Così venne
suggerito l’aumento, rispetto agli organici del 1932, per quelle stazioni infestate
dalla delinquenza. a complicare la situazione si aggiungeva il fatto che i comandi
non disponevano di mezzi ed i pochi presenti non erano efficienti. nella visione del
generale Caruso ogni reparto doveva quindi bastare a sé stesso, i frequenti sposta-
menti erano dannosi alla saldezza dei reparti. solo così potevano essere fronteggiate
le situazioni più difficili, in attesa dell’arrivo di mezzi celeri che potevano consentire
al Comandante del gruppo di poter proiettare il numero necessario di militari per
ristabilire l’ordine, evitando che i militari di certe stazioni fossero costretti ad asser-
ragliarsi in difesa delle caserme, lasciando libero campo ai facinorosi.
Nella giurisdizione del Gruppo di Matera vi erano comuni, come quelli di
bernalda, Ferrandina, Turrilli e Montescaglioso dove nelle stazioni erano presenti
tre carabinieri. Occorrerebbero almeno dieci carabinieri per paese perché la delin-
quenza abbonda e la popolazione pur avendo fiducia nell’Arma non si sente tutelata.
nella parte finale del rapporto le criticità operative cedono il passo alle que-
stioni inerenti alla disciplina. l’estrema povertà aveva fatto invidiare al carabiniere
il contadino, che disponeva di una migliore condizione alimentare. anche i contat-
ti con le truppe alleate, la cui grande libertà e signorile benessere contrastava forte-
mente con le limitazioni e gli obblighi imposti dai regolamenti dell’arma, avevano
influito e disabituato i Carabinieri al rispetto della tradizione fortemente esteriore e
ad alimentare in essi esigenze mai avute prima.
Questo aspetto venne considerato da Caruso come uno stato transitorio, rite-
nendo che il mantenimento della disciplina non è e non può essere per noi fonte di pre-
occupazione. in questa frase possiamo comprendere il forte realismo di un ufficiale che
sa di essere ben consapevole del fatto che non poteva sopperire con un suo intervento
le giuste esigenze del subordinato. era evidente che una certa normalizzazione avreb-
be riportato al naturale rispetto della disciplina fatta di stima e rispetto reciproco.
sul finire venne dedicato anche uno spazio al quadro ufficiali. l’eterogeneità si
ripercuoteva inevitabilmente sul funzionamento dei comandi. la troppa differenza di
metodi e vedute, di mentalità ed infine l’eccessivo divario tra le posizioni morali e mate-
riali dei singoli ufficiali, era stata fonte di disorientamento del personale. anche per
questo aspetto vennero suggerite delle soluzioni. era infatti necessario, per il relatore, il
congedo degli ufficiali di complemento, fatta eccezione per gli elementi di eccezionale
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