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I CARAbInIeRI Del 1945 - L’ItaLIa LIbERata
[Con] l’unito schema di decreto legislativo luogotenenziale […] risultano in
dettaglio le modifiche […] e la nuova caratteristica organica che in conseguenza l’ar-
ma dei carabinieri verrebbe ad assumere dopo aver anche effettuate tutte le possibili
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riduzioni nell’organizzazione territoriale dell’Arma ”.
Dunque la proposta teneva conto di evidenti problemi di tenuta dell’efficien-
za dell’Arma, messa a dura prova dalle numerose manifestazioni di ordine pubblico
che drenavano risorse importanti financo dalle stazioni più lontane che si trovava-
no così depauperate di uomini, tanto da non poter far altro che limitarsi ad una
minima attività di sicurezza pubblica. oltre sarebbe stato ben difficile poter fare di
più, tenuto conto della forza limitatissima dei reparti più minuti.
A ciò si intendeva porre rimedio istituendo, o forse sarebbe meglio dire, re-
istituendo ben dodici battaglioni mobili che, uniti a quattro comandi di raggrup-
pamento, avrebbe dovuto costituire l’elemento chiave per la risoluzione delle più
contingenti necessità di ordine pubblico. In particolare, il ministro della guerra,
onorevole Alessandro Casati, sottolineava due aspetti, a giudizio di chi scrive
importanti: l’elemento dell’indipendenza dei comandi di raggruppamento che,
secondo l’idea alla base della norma, avrebbe reso più funzionale l’impiego dei bat-
taglioni e le possibili riduzioni adottate nell’Arma territoriale.
Si cercava dunque un razionale impiego del personale, riducendo
comandi non più funzionali ai bisogni della società e introducendo insieme ai
battaglioni mobili un organo di alta supervisione che avrebbe dovuto verifi-
carne il funzionamento e l’impiego ottimale che, tuttavia, restava nelle attri-
buzioni dei comandanti di legione territoriale, i quali avevano alle dipendenze
i reparti.
4. Non di solo organico vivono i Carabinieri
Finora si è toccata la questione dell’organico e della riorganizzazione
dell’Arma dei Carabinieri Reali alla fine del conflitto. non si ritenga, tuttavia, che
fossero gli unici provvedimenti adottati dai governi in carica in quel periodo.
Infatti, si trattava anche di garantire alcuni riconoscimenti di natura economica e
morale, si sarebbe detto al tempo, in grado di costituire una consapevole attribuzio-
ne tangibile per il servizio svolto dai militari dell’Arma, nonché rappresentare un
elemento di attrazione ora che la guerra era cessata e si trattava di ricostituire tutto
il tessuto economico e sociale del Paese.
A tal proposito vi furono una serie di provvedimenti normativi che andavano
a sostenere l’operato dei Carabinieri con una serie di attestazioni concrete.
4 A. G. Ricci (a cura di), Verbali del Consiglio dei Ministri. Luglio 1943 - maggio 1948. Edizione cri-
tica, IV Governo bonomi cit., p. 943. Così il ministro della Guerra, onorevole Casati.
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