Page 69 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA rIorGAnIzzAzIonE TErrITorIALE DELL’ITALIA nELLE DIrETTIvE DELLA MMIA
3. La ricostituzione di un Alto Comando Territoriale. Il caso della Legione di Torino 10
Per concludere la presentazione della documentazione di come i reparti territoriali
dei carabinieri si ricostituirono in relazione alle direttive della MMia, si sintetizza quanto
riportato dal Comando Legione di torino nel proprio diario storico, a seguito dell’insur-
rezione del 25 aprile a cui dovette necessariamente seguire una attenta riorganizzazione
della forza di pubblica sicurezza nell’alveo del quadro tracciato nel precedente paragrafo.
il 4 maggio 1945 il nucleo organizzativo della legione Carabinieri di torino,
costituito dal Comando alleato in Firenze con la previsione di dislocarlo nella città
piemontese non appena liberata, lasciò la toscana in direzione Piemonte. il perso-
nale del nucleo, giunto in città ricostituì il comando presso la Caserma “Bergia”,
dove era in attività un comando di polizia militare, costituito da numerosi elementi
dell’arma che avevano creato le condizioni per l’istituzione di detto comando in
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quanto sin dal 1944 era stato costituito un nucleo di carabinieri che d’intesa con
il CnL avrebbe contribuito alla causa della liberazione nel momento della procla-
mazione dell’insurrezione generale. Questa organizzazione clandestina provvide a
raccogliere le adesioni del personale dell’arma di ogni categoria e grado e a ramifi-
carsi nei principali centri del Piemonte. i primi appartenenti crearono una rete
informativa presso le strutture della rSi (Questura, gnr, Prefettura, ecc.) e una
rete assistenziale per le famiglie dei deportati in germania. a coordinare l’intensa
attività giunse il colonnello Luigi Scognamiglio, già comandante della legione di
torino e rientrato dalla germania. Uno dei principali problemi incontrati nella
ricomposizione del comando a torino fu l’aperto scontro con alcune formazioni
partigiane che ne avversavano il supporto al governo del Sud e al re.
nel momento dell’insediamento delle unità carabinieri, che cercarono sem-
pre di mantenere il loro carattere apolitico, giunse a controllare la situazione il capo
della Polizia inglese in Piemonte, il quale fu informato dell’ostilità di alcune forma-
zioni partigiane alla forma di governo monarchica.
in queste prime fasi il comando legione si trovò così a dover applicare le diret-
tive alleate e cercare di contenere i gruppi partigiani che, tra l’altro, avevano occu-
pato le caserme “Podgora” e “Cernaia”.
tuttavia, il comando era fiducioso nella riorganizzazione:
La popolazione guarda a noi con crescente simpatia. non vi mancano peraltro “occhia-
tacce”, ma ciò soltanto da parte di persone nelle quali è data facilmente ravvisare chi non
potrà mai fare buon viso a chiunque fosse preposto al rispetto delle leggi. Si ha quindi fiducia
che anche qui in Piemonte - culla dell’Arma - questa non potrà non tornare ad affermarsi.
10 aUSSMe, fondo n1-11, diari Storici, b. 2252.
11 alfonso Bartolini, Alfredo Terrone, I militari Italiani nella guerra partigiana, roma, SMe, 1998.
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