Page 73 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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               3.  La nuova infrastruttura dell’Arma: agosto 1945
                    Si dovette attendere il 31 agosto 1945 per vedere approvato il provvedimento
               di riorganizzazione dell’Arma dei Carabinieri Reali. Si trattava del decreto legislati-
               vo luogotenenziale n. 603, recante per l’appunto “Forza organica e ordinamento
               dell’Arma dei carabinieri Reali” .
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                    la stessa gazzetta che conteneva il riordinamento pubblicava anche la norma
               sul reclutamento straordinario in soprannumero di sottufficiali e guardie di pubbli-
               ca sicurezza riservato ai combattenti della guerra di  liberazione per consentire
               immediatamente l’assorbimento di giovani atti alle armi che intendevano prosegui-
               re la vita in uniforme. Sintomo evidente di un bisogno impellente di soddisfare le
               istanze della società con un robusto rafforzamento delle forze dell’ordine.
                    Il decreto 603/1945, composto da otto articoli, modellava dunque in maniera
               strutturata l’Arma dei Carabinieri Reali al termine del conflitto.
                    Alla data di firma del decreto luogotenenziale l’Arma dei Carabinieri Reali pre-
               vedeva un  organo centrale, il Comando Generale, tre comandi di divisione, sei
               comandi di brigata, ventuno legioni territoriali, una scuola centrale, una legione
               allievi carabinieri. Ciò rappresentava, grosso modo, l’organizzazione dell’Arma sul
               territorio nazionale allo scoppio delle ostilità, ma a questa il decreto aggiungeva quat-
               tro comandi di raggruppamento di battaglioni mobili e dodici battaglioni mobili.
                    In  effetti, così si  esprimeva  la relazione che accompagnava  l’approvazione
               della norma: “l’aumento di 10.000 unità nell’organico dell’Arma dei Carabinieri
               Reali recentemente deliberato, consente di dare all’Arma stessa un nuovo ordina-
               mento corrispondente alle sue complesse esigenze.
                    Alla luce dell’esperienza si è constatato che, per far fronte all’insorgenti neces-
               sità talvolta imperiose imposte da ragioni di  ordine pubblico, per  mancanza di
               reparti mobili, i vari comandi hanno dovuto attingere il personale corrente presso
               le stazioni, non escluse quelle rurali.
                    e poiché le stazioni stesse - specie quelle periferiche - hanno un organico stret-
               tamente commisurato ai bisogni, ne è derivato che, in taluni periodi, queste hanno
               finito per costituire semplici punti di riferimento, e facili per giunta ad essere som-
               mersi nella circostanza di perturbamenti di vasta portata o affiorati contempora-
               neamente in varie zone del territorio del Regno.
                    Il concesso aumento di 10.000 unità consente, tra l’altro, di procedere alla
               costituzione di dodici battaglioni e quattro comandi di raggruppamento di batta-
               glioni mobili: questi ultimi completamente autonomi e del tutto indipendenti
               dalle legioni.


               3 Il testo apparve nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 86 del 9 ottobre 1945.

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