Page 72 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIeRI Del 1945 - L’ItaLIa LIbERata




             2.  La situazione alla fine della guerra
                  Al termine delle operazioni belliche, l’Arma dei Carabinieri Reali era organiz-
             zata secondo l’articolo 3 della legge 9 maggio 1940, n. 368, recante “ordinamento
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             del Regio esercito” .
                  Il successivo articolo 8 elencava la struttura gerarchica dell’Arma su di un
             comando generale, tre divisioni Carabinieri Reali, un comando superiore dei
             Carabinieri Reali d’Albania, sette brigate, ventotto legioni territoriali, una scuola
             centrale, una legione allievi, un gruppo squadroni, quattro battaglioni, un gruppo
             delle isole italiane dell’egeo; uno squadrone guardie del re e imperatore, una banda
             dell’Arma.
                  la legge ordinativa comprendeva il solo organico degli ufficiali che era com-
             posto da dodici generali (quattro di divisione e otto di brigata), 1.371 ufficiali di
             tutti i gradi (34 colonnelli, 101 tenenti colonnelli, 186 maggiori, 514 capitani, 533
             tenenti e sottotenenti e un sottotenente maestro direttore di banda).
                  l’Arma entrava in guerra con circa 50.000 uomini, necessari per le esigenze di
             controllo del territorio metropolitano, dei possedimenti e delle colonie. Dal luglio
             1943, il fronte terrestre in movimento lungo la Penisola, la fine della guerra poi,
             misero i Carabinieri di fronte alla complessità del loro compito.
                  le esigenze furono ampiamente comprese anche a livello politico, tanto che
             con decreto legislativo luogotenenziale 28 giugno 1945, n. 445, si arrivò all’incre-
             mento organico di 10.000 unità. Così la relazione che accompagnava il decreto
             presentata in Consiglio dei ministri: “Gli attuali  ordinamenti prevedono che
             l’Arma dei carabinieri reali debba far fronte alle varie necessità, avvalendosi di
             una forza di 50.000 uomini, esclusi gli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa
             impiegati in servizi speciali presso i ministeri ed organi dipendenti. In pratica si è,
             però constatato che tale forza è del tutto insufficiente per far fronte alle insorgen-
             ti necessità, quasi sempre impreviste, imposte da ragioni di ordine pubblico; si
             rende, pertanto, indispensabile aumentare  la forza stessa di almeno 10.000
             unità” .
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                  Si crede opportuno soffermarsi sull’avverbio “almeno” che corrisponde ad
             una percepita necessità di soddisfare, a carattere temporaneo, le esigenze di servizio
             quotidiane, particolarmente in una fase estremamente complessa e con una altissi-
             ma percentuale di attività criminali.


             1  l’ordinamento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 113 del 15 maggio
               1940, supplemento ordinario.
             2  Aldo G. Ricci (a cura di), Verbali del Consiglio dei Ministri. Luglio 1943 - maggio 1948. Edizione
               critica, IV Governo bonomi 12 dicembre 1944-21 giugno 1945, Roma, Presidenza del Consiglio dei
               ministri - Dipartimento per l’Informazione e l’editoria, 1995, p. 785.
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