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i CaraBinieri deL 1945 - L’ITALIA LIbErATA
Per tali ragioni era allo studio del Comando generale una proposta alla
Commissione alleata di aumentare la forza prevista per l’arma da 55.000 a 65.000
unità, costituendo così dodici battaglioni mobili, suddivisi in quattro raggruppa-
menti, impiegabili in tutte le regioni a seconda delle eventuali esigenze di sicurezza.
tale proposta veniva definita dal Ministro Casati come un elemento essenziale sia
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per la liberata italia che per la sicurezza delle retrovie delle unità alleate operanti .
in tale contesto, il ministro presentava alle autorità alleate anche uno schema
di legge avente come oggetto il riordinamento dell’arma dei carabinieri. La propo-
sta Casati prevedeva l’arma suddivisa in:
➣ Comando generale;
➣ 3 Comandi di divisione;
➣ 6 Comandi di Brigata;
➣ 1 Scuola Centrale;
➣ 20 Legioni territoriali;
➣ 1 Legione allievi;
➣ 1 Banda dell’arma;
➣ 4 Battaglioni;
➣ 1 gruppo Squadroni;
➣ 1 Squadrone carabinieri guardie del re.
tale proposta era dettata dall’esperienza sul territorio, infatti, Casati, nella sua
relazione al Consiglio dei Ministri, riportava che spesso per far fronte a esigenze di
ordine pubblico si era ricorso all’impiego del personale effettivo alle stazioni, incluse
quelle rurali, ciò depauperando e inficiando l’azione territoriale. Pertanto, la sua pro-
posta di aumentare di 10.000 unità avrebbe consentito la costituzione di unità mobili
da inquadrare nei dodici battaglioni, che sarebbero state indipendenti dalle legioni e
impiegabili nelle situazioni critiche interne. Una nota manoscritta riportava la suddi-
visione del personale in settantaquattro Ufficiali, 1.872 sottufficiali e 8.054 di truppa.
La prima risposta alleata non tardò ad arrivare, infatti, il 27 aprile la MMia
rendeva noto al Ministero della guerra che, pur comprendendo le ragioni della
proposta, era necessario che la richiesta fosse approvata dalla Public Safety Sub
Commission, inserita per conoscenza nella comunicazione . La stessa missione mili-
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tare alleata faceva notare che l’aumento doveva essere autorizzato dal Comando
Militare alleato (aFHQ), il quale era stato investito della questione. tuttavia, non
mancava alla MMia l’opportunità di ricordare alle autorità italiane che la questione
2 archivio dell’Ufficio Storico dello SMe e d’ora in poi aUSSMe), Fondo M-5, b. 4, foglio n.
402677/coord. del 20 aprile 1945.
3 aUSSMe, Fondo M-5, b.4, foglio Sd/47 del 27 aprile 1945 della LFSC, aC, MMia. Una raccolta
dell’evoluzione ordinativa dei carabinieri è sempre in aUSSMe, fondo M-7, b. 451.
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