Page 294 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIERI dEl 1945 - L’ITALIA LIBErATA




             3.3 degli uomini nuovi?
                  Tra dinamiche straordinarie (epurazioni, arruolamenti massivi, perdite) e il
             movimento naturale degli effettivi, il volto della gendarmeria si trasforma rapida-
             mente e profondamente. l’evoluzione non si limita solo agli effetti di generazione
             d'esperienza o a un profilo sociologico nuovo ; il rinnovamento dei quadri è riven-
             dicato, permesso e amplificato dalla concomitanza di questi reclutamenti e delle
             profonde riforme strutturali. Questa considera allo stesso modo l’habitus profes-
             sionale  dei  gendarmi, i cui fondamenti sono stati profondamente  danneggiati
             dall’occupazione. Infine, i valori tradizionali di servizio e di obbedienza sono riaf-
             fermati dalla congiunzione di diversi fattori: la pratica dell’epurazione, che identi-
             fica una minoranza di traditori legittimando l’attitudine mantenuta dalla maggior
             parte degli uomini; un riconoscimento limitato dei gendarmi resistenti - percepiti
             come suscettibili di rappresentare un rischio alla coesione, a causa del loro atteggia-
             mento di rifiuto; l’espressione rapida di un racconto coerente della storia della gen-
             darmeria in guerra, che cancella le zone d’ombra e costituisce un quadro rassicu-
             rante per i suoi uomini.
                  Fino all’inizio degli anni Cinquanta, gli effetti di questi movimenti del perso-
             nale e delle questioni identitarie sono indicati come la causa principale di un rilas-
             samento apparente della disciplina e del senso morale o almeno, di una sfida senza
             precedenti per il corpo. nell’agosto 1948, nel cuore di una polemica sull’efficacia
             delle unità mobili della gendarmeria belga, il suo comandante, il generale leroy,
             risponde a queste critiche, sottolineando che bisogna mostrarsi “legittimamente
             orgogliosi” della gendarmeria; ricorda che “è uscita dalla guerra profondamente
             amputata e disorganizzata, sia dal punto di vista materiale, sia da quello morale; che
             ha dovuto reclutare, addestrare e formare al mestiere molto complesso e molto
             delicato di gendarme circa 6.000 uomini, ossia più della metà degli effettivi attuali
             del corpo […] - che è stato necessario creare e addestrare, ad un ritmo assolutamente
             anormale, quadri ufficiali e sottufficiali corrispondenti a effettivi considerevoli e
             questo con una carenza non meno importante di ufficiali qualificati […] la gendar-
             meria ha dovuto superare, dopo la liberazione gli effetti di una crisi doppia: - disor-
             ganizzazione profonda dei suoi effettivi, dei suoi quadri, del suo armamento e del
             suo morale nel corso di quattro anni di crudele occupazione straniera della quale
             ne ha pagato ampiamente le spese; - crisi di crescita per l’incorporazione e l’assimi-
             lazione di 6.000 reclute circa dopo la liberazione […] Applicando, senza debolezza,
             le disposizioni regolamentarie relative alla degradazione, alla privazione del grado e
             all’espulsione dal corpo, lo spirito di disciplina si sviluppa e si riafferma, con la mia
             più grande soddisfazione, di giorno in giorno nella truppa. di fronte all’entusia-
             smo di alcuni ufficiali che aveva dovuto subire una situazione materiale penosa che

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