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IL 1945 PEr LA GENdArMErIA BELGA
riflessioni sui bisogni di una forza dell’ordine inserita all’interno della democrazia,
nel suo rapporto con l’uso legittimo della forza . Al contrario, si tratta di poter
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rispondere ai timori di un conflitto che perdura ma anche di rispondere alla debo-
lezza dello Stato centrale.
Infine, la priorità della liberazione è di ristabilire la fiducia verso e tra i gen-
darmi. È indispensabile riaffermare il loro habitus professionale. Ciò si basa in gran
parte sulla reintegrazione all’interno dell’istituzione dei gendarmi passati alla
Resistenza, normalizzando la loro situazione e sulle misure da adottare per la
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repressione della collaborazione con il nemico .
Attraverso la combinazione di misure di natura penale e di procedure inter-
ne, si chiariscono i comportamenti illeciti di quelli accettati. Si offre la possibilità di
punire l’allontanamento dal servizio dei gendarmi considerati come traditori o
incivili. la realizzazione rapida di misure ufficiali è anche una necessità per limitare
il tempo e lo spazio affinché si possano sviluppare dinamiche di vendetta, popolari
o extragiudiziarie, contro titolari di funzioni pubbliche.
3. La primavera 1945. Una nuova stagione?
Simbolica, la data dell’8 maggio 1945 non significa gran cosa per la gendar-
meria. Il passaggio di una gendarmeria rivolta verso lo sforzo della guerra a una gen-
darmeria smobilitata, ancor più ad una gendarmeria di pace non ha ancora avuto
luogo. Al contrario, la capitolazione tedesca significa un nuovo aumento tempora-
neo dei suoi compiti, in particolare relativi alla gestione del ritorno in territorio
belga di deportati, sfollati, prigionieri o ultimi sostenitori del nazismo. Eppure, gra-
zie all’uscita progressiva dall’urgenza della liberazione, si inizia a discutere del futu-
ro del corpo.
7 11.727 armi da fuoco sono consegnate dagli Alleati a disposizione del corpo tra settembre 1944 e
novembre 1945. rapport sur l’activité du Haut-commissariat à la Sécurité de l’État (29 juillet 1943-
er
1 novembre 1945), bruxelles, s.n., 1945, p. 137. Un esempio locale più preciso: il 14 ottobre 1944,
cinquanta mitra Sten et 7500 cartucce sono consegnate ai gendarmi del gruppo di nivelles.
bruxelles, AgR, Fonds de l’activité du HCSE, 951, note gendarmerie de nivelles, 14 ottobre 1944.
8 la situazione non è priva di difficoltà, alcuni gendarmi rifiutano il ritorno alla vita istituzionale.
nell’Hainaut, il caso del “comandante Jean”, in realtà un semplice maresciallo d’alloggio, è sin-
tomatico. Egli ha preso il comando di un gruppo di resistenza non riconosciuto, “i liberati”,
sostenendo che era composto da circa trecento membri. nel settembre 1944, partecipa a tale
titolo a numerosi riunioni di coordinamento tra Alleati-resistenza e autorità locali. Il mese suc-
cessivo, nonostante i richiami ripetuti da parte della sua catena di comando, rifiuta di riprendere
il suo normale servizio all’interno del corpo. Il numero due della gendarmeria è obbligato a nego-
ziare con lui. Il “comandante Jean” accetta a condizione di essere trasferito a Charleroi, per
potersi occupare della sua formazione di resistenza, esercitando i suoi compiti di polizia allo stes-
so tempo. Jambes, Collection privée du colonel Claessens, doc 208, rapport manuscrit du major
Godfroid, 13 ottobre 1944 et rapport du sous-lieutenant Claes concernant le commandant Jean, 13
ottobre 1944.
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