Page 286 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIERI dEl 1945 - L’ITALIA LIBErATA




             parte il breve periodo della liberazione (estate-autunno 1944) , non è la stessa cosa
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             per il 1945.
                  E’ fondamentale poter attribuire correttamente lo statuto di quest’anno che
             pone una  domanda fondamentale:  lo si  deve includere  nella continuità  della
             liberazione, segna una volontà di ritornare ad una situazione precedente la guerra,
             o si definisce come l’inizio di una nuova era in materia di forze dell’ordine?
                  mettendo l’accento su questo particolare anno, si tratta dunque d’interrogar-
             si sull’impatto  della Seconda guerra mondiale sulle forze  dell’ordine. Si tratta
             anche di riflettere sulla relazione degli agenti al tempo che stanno vivendo, cercan-
             do di comprendere il modo con il quale questi percepivano il periodo eccezionale
             che stanno attraversando.
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                  la riflessione che qui si pone è globale . Questa attraversa le frontiere, ma si
             articola evidentemente con le particolarità dei contesti locali delle società in guerra.
             dunque si analizza, nel quadro di questo contributo, attraverso il prisma della gen-
             darmeria belga. dopo un breve approfondimento sulla sua storia durante l’occu-
             pazione e i tempi brevi della liberazione, si considera ciò che è accaduto nel 1945
             sotto un punto di vista istituzionale, prima di considerare la questione degli effet-
             tivi. Seguono alcune osservazioni sulle carenze logistiche e le logiche di ri-equipag-
             giamento della gendarmeria.

             2.  Gendarmeria occupata, gendarmeria liberata
                  la capitolazione belga del 28 maggio 1940 pone la gendarmeria in una situa-
             zione inedita. Contrariamente alla Prima guerra  mondiale  dove il corpo aveva
             seguito il ripiegamento dell’esercito belga dietro il fiume Yser per continuare a com-
             battere, in questo caso rimane obbligato a prestare servizio nei territori occupati.
                  In tema di ordine pubblico, deve essere applicata la politica detta del “male
             minore”, progressivamente pensato dalle autorità belghe durante gli anni trenta, in
             previsione di una nuova guerra. Questa politica si basa sull’accettazione di una
             eventuale cooperazione con l’autorità occupante quando non è contraria alla legi-

             1  Si veda, senza carattere di esaustività, Jean-marc berlière, Polices des temps noirs, France 1939-1945,
               Parigi, Perrin, 2018; Jonas Campion, Les gendarmes belges, français et néerlandais à la sortie de la
               Seconde Guerre mondiale, bruxelles, André Versaille, 2011; luc demarconnay, Commander une
               force de l’ordre sous l’Occupation : la direction de la Gendarmerie en France de 1940 à 1944, thèse de
               doctorat en histoire, Sorbonne Université, 2022; Cyrille Fijnaut (a cura di), The Impact of World
               War II on Policing North-Est Europe, louvain, leuven University Press, 2004; Jos Smeets, Tomy
               Es, guus meershoek,  In de frontlinie:  Tien Politiemannen en de duitse bezetting, Amsterdam,
               boom, 2014.
             2  Herbert Reinke, Être policier en temps de crise, in Jean-marc berlière, Catherine denys, dominique
               Kalifa, Vincent milliot (dir.), Métiers de police. Être policier en Europe, XVIIIe-XXe siècle, Rennes,
               PUR, 2008, pp. 469-473.
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