Page 281 - Rassegna 2025 numero speciale 2
P. 281

FranCia 1945. anno zero per i gendarmi?




               uomini nel 1945, il resto dell’impero si caratterizza per una sotto-amministrazione
               cronica costituita da modesti effettivi incaricati di controllare vasti territori. Queste
               minuscole brigate subiscono lo choc del risveglio nazionale nelle colonie.
                    in indocina, la gendarmeria non esiste più in seguito al colpo di forza giapponese
               del 9 marzo 1945. alcune gendarmi sono caduti all’inizio dell’attacco nipponico, come
               Joseph Dumas o Georges Lavialle. altri sono morti combattendo, sull’esempio del capi-
               tano Jean d’Hers e dei suoi tre uomini, uccisi il 18 marzo 1945 a nag nam (cocincina).
               a Savannakhet (Laos), il gendarme esprit moustier è uno dei rari francesi a combattere
               fino al 15 agosto 1945. chi è catturato dal nemico vive una dura prigionia.
                    a Phnom-Penh (cambogia),  il maresciallo d’alloggio  capo Vance  ricorda
               l’aggressività dei cambogiani: “gli indocinesi (finalmente liberati dal nostro giogo)
               si ammassano contro le reti […] ci insultano sputando per terra. […] Quegli stessi
               individui che erano stati nostri domestici fedeli sino a quattro giorni prima, giuran-
               do su Budda che eravamo loro padri e loro madri” .
                                                              19
                    La capitolazione del Giappone nell’agosto 1945 offre una gioia effimera, tem-
               perata dalla proclamazione di indipendenza di Ho Chi minh il 2 settembre 1945.
               L’arrivo del corpo di spedizione del generale Leclerc in ottobre porta una pausa in
               un cielo carico di minacce.
                    nel Levante (Siria e Libano), dove i gendarmi riesco appena ad assicurare la
               presenza da venticinque anni, la tensione si aggrava bruscamente nel maggio 1945.
               ad aleppo, il gendarme Payet è massacrato dalla folla il 20 maggio.
                    L’insurrezione si estende dal 26 al 28 maggio, favorita dal tradimento dei gen-
               darmi siriani. a Damasco, il tenente Zickenheiner e i suoi uomini si uniscono ai
               difensori francesi, come a Homs e a Lattaquieh. a deir ez-zor, la cattura del posto
               porta al massacro dell’aiutante Penasse, della moglie e degli altri due gendarmi.
                    il bombardamento di Damasco, che causa quasi quattrocento morti, affretta
               l’intervento inglese, accelerando così la fine della crisi e l’indipendenza del Libano e
               della Siria proclamata nell’ottobre 1945.
                    in algeria, l’8 maggio provoca l’insurrezione della zona di Costantina. a Sétif, l’in-
               giunzione delle forze dell’ordine di confiscare gli striscioni nazionalisti scatena la sommossa
               e costa la vita al graduato raynal. La notizia dei disordini si diffonde in tutta l’area. mentre
               il bilancio ammonta a centodue morti europei, supera le decine di migliaia da parte algerina
               a causa di una dura repressione militare che coinvolge l’aviazione e la marina.
                    a volte circondati nelle loro brigate, come a Chevreul dove l’assedio dura qua-
               rantotto ore, i gendarmi dispongono di un armamento sempre superiore ai rivoltosi
               privi di armi da guerra.

               19 charles Vançon (maréchal des logis-chef),  récit  d’un  rescapé  des bagnes japonais (suite),
                  gendarmerie nationale, revue d’Études et d’informations, n° 6, 4e trimestre 1950, p. 74.

                                                                                        279
   276   277   278   279   280   281   282   283   284   285   286