Page 287 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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IL 1945 PEr LA GENdArMErIA BELGA




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               slazione e agli interessi nazionali . di fronte al carattere ideologico dell’occupazio-
               ne, delle esigenze tedesche e delle ingiunzioni contraddittorie emanate dal governo
               in esilio a londra, della giustizia belga, della resistenza ma anche dei movimenti di
               collaborazione, questa politica mostra i suoi limiti.
                    A partire dalla fine del 1942, questa mette i gendarmi in una situazione estre-
               mamente complicata per determinare il comportamento da adottare nell’esercizio
               delle  loro funzioni. non fa che peggiorare  fino alla liberazione  del settembre
               1944 .
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                    durante l’occupazione, la gendarmeria è profondamente trasformata; è smi-
               litarizzata nel corso dell’estate 1940 per rientrare sotto la dipendenza del ministero
               dell’Interno. la questione della catena di comando di questa polizia ora “civile” è
               dibattuta. molti comandanti provenienti dal corpo si succedono al suo vertice,
               prima che un colonnello di fanteria, vicino alle idee dell’Ordine nuovo, non sia
               imposto nel febbraio 1943. Il colonnello Van Coppenolle cumula così le funzioni
               di questo comando con  la  direzione  della Polizia generale  del Reame, organo
               amministrativo di coordinamento e di centralizzazione del sistema poliziesco belga,
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               che beneficiava da lunga data di una autonomia comunale molto forte .
                    Questi diventa un personaggio chiave per il controllo dell’ordine nel Paese.
               dalla presa delle sue funzioni, Van Coppenolle emana istruzioni ai suoi uomini di
               non distinguere tra “fatti della resistenza” e “criminalità ordinaria”, imponendo di
               far rispettare un ordine pubblico ch’egli definisce unico.
                    gli effettivi aumentano di circa il 25% nel corso della durata della guerra.
               Questi subiscono anche una dinamica di politicizzazione, tanto per l’esclusione di
               personale di carriera giudicato troppo “belga”, che per l’ingresso di uomini nuovi
               tra cui alcuni vicini ai movimenti collaborazionisti. Se questa volontà di “infiltrare”
               il corpo incontra un certo successo tra gli ufficiali, i suoi risultati sono più mitigati
               nei quadri subalterni, malgrado le pressioni a impegnarsi in questi movimenti.


               3  Herman Van goethem, La Convention de La Haye, la collaboration administrative en Belgique et
                  la persécution des Juifs à Anvers, 1940-1942, Cahiers d’histoire du temps présent, n° 17, novembre
                  2006, pp. 117-197; Rudi Van doorslaer (a cura di), La Belgique docile. Les autorités belges et la per-
                  sécutions des Juifs en Belgique durant la Seconde Guerre mondiale, bruxelles, luc Pire, 2007.
               4  Sulla gendarmeria in guerra, si rinvia a nostri lavori, principalmente Jonas Campion, Les gendarmes
                  belges, français et néerlandais cit.
               5  Jonas Campion, margo de Koster, luc Keunings, benoît majerus, Xavier Rousseaux, François
                  Welter, L’appareil policier en Belgique (1830-2010), in margo de Koster, dirk Heirbaut, Xavier
                  Rousseaux (dir.), Tweehonderd Jaar Justitie. Historische Encyclopedie van de Belgische Justitie. deux
                  siècles de justice. Encyclopédie historique de la justice belge, bruges, la Charte, 2015, pp. 385-419;
                  Jonas Campion, Exercer la sécurité publique au niveau local en Belgique (1830-2020), in geoffrey
                  grandjean, Julien maquet, martin lempereur (a cura di), Histoire des institutions diachroniques. Le
                  pouvoir politique en Wallonie, liège, Presses de l’Université de liège, 2022, pp. 307-335.

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