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di nuoVo in uniForMe. i Carabinieri di religione ebraiCa




                    fu così che nell’ottobre 1952 venne destinato al Comando generale per inca-
               richi speciali, dove un mese dopo venne promosso Generale di Divisione. fu quin-
                                                                       a
               di nel corso del 1953 nominato comandante prima della 3  Divisione ogaden a
               napoli e poi della 1 Divisione Pastrengo a milano. nel frattempo, ricevette altre
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               decorazioni di anzianità di servizio e di ordini cavallereschi, tra cui quella di com-
               mendatore dell’ordine al merito della repubblica.
                    Avendo dimostrato grande  equilibrio  e doti di comando arrivò per lui  il
               momento più solenne della propria carriera. nel maggio 1955 tornò a roma, assu-
               mendo la carica di vice comandante generale dell’Arma, all’epoca il più alto incarico
               possibile per un ufficiale generale dei carabinieri. L’esperienza apicale durò circa due
               anni e mezzo, ricoperta sempre con la solita energia e passione; tra l’altro in modo
               interinale rivestì anche il ruolo di comandante generale durante le assenze del titolare
               Luigi morosini. Così nel dicembre 1957 cessò da questa carica, rimanendo a dispo-
               sizione del Comando generale. Passo quindi in ausiliaria nel marzo 1958 per rag-
               giunti limiti d’età, continuando saltuariamente in particolari incarichi sempre presso
               il Comando generale. nel gennaio 1963 gli venne conferito il grado di Generale di
               Corpo d’Armata, per aver rivestito la carica di vicecomandante Generale dell’Arma.
               Collocato in congedo nel marzo 1963. morì a roma il 9 aprile 1966.

               4.  Conclusioni
                    L’analisi che ci ha portato con maggiore attenzione a esaminare le variegate
               vicende di Levi non deve tuttavia farci credere che la presenza di militari israeliti
               nell’Arma dopo il 1944 sia stata solo a lui circoscritta. negli ultimi anni si è svilup-
               pata, infatti, una sempre più precisa definizione della partecipazione ebraica, tanto
               da portare gli studiosi a stilare elenchi sempre più aggiornati. Grazie a questi studi
               si è potuto quindi desumere una, seppur sempre provvisoria, sotto-lista di militari,
               che indossarono gli alamari argentati dei reali Carabinieri. in questo modo si sono
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               individuati altri tre ufficiali,  un sottufficiale  e sedici militari di truppa .
               14  maggiore benvenuto Lattes (di raffaele ed estella Debenedetti), nato a Saluzzo il 13 dicembre 1874, deco-
                  rato di medaglia di bronzo al valor militare nel 1916; 1° capitano Giorgio michele Artom (di Giuseppe),
                  nato a Genova il 25 gennaio 1870; capitano vittorio Sforni (di Giuseppe), nato a Parma il 25 marzo 1884.
               15  vicebrigadiere Pellegrino D’Ancona (di elia), nato a venezia il 1° febbraio 1885.
               16  marco mosè Anticoli (di Giuseppe e bellafiore Di nepi), nato il 6 settembre 1878 a roma e morto
                  ad Auschwitz  il 23  ottobre 1943; vitale Anticoli (di  beniamino),  nato  il 28 settembre 1880;
                  Giuseppe Calò (di Pace e bellofiore Anticoli), nato a roma il 2 febbraio 1880 e morto dopo il
                  rastrellamento del 16  ottobre 1943; roberto D’Angeli,  nato a  bologna; Armando Dalton (di
                  bartolomeo), nato a venezia; Leone Di nepi (di isacco), nato a roma il 4 gennaio 1878; Giuseppe
                  Di Porto (di ezechia), nato a roma il 28 luglio 1878; Lazzaro fiano (di Salvatore), nato a roma;
                  Leone fiorentino (di Salvatore), nato a roma 19 gennaio 1878; Angelo manasse (di Settimio), nato
                  a roma il 14 aprile 1880; mosè moscato (di emanuele), nato a roma; mosè moscato (di Pace), nato

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