Page 187 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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di nuoVo in uniForMe. i Carabinieri di religione ebraiCa




                    La situazione cambiò, tuttavia, a partire dal 1936. La proclamazione
               dell’impero italiano e l’adozione di una rinnovata legislazione coloniale segnarono
               profondamente il concetto stesso di cittadinanza, permeata per la prima volta in
               italia dal presupposto razziale. fu così che la svolta del regime verso una forma tota-
               litaria, legata anche al progressivo avvicinamento politico alla Germania nazista,
               degenerò in forme sempre più istituzionali di antisemitismo.
                    in questo modo, seppur ancora non suffragato da alcuna normativa specifica,
               il clima politico di preparazione alla legislazione antisemita comportò il passaggio
               da casi singoli ad altrettanti collettivi. infatti, nell’autunno 1937 dai ministeri della
               Guerra, della marina e dell’Aeronautica (tutti allora retti in modo interinale dallo
               stesso mussolini) cominciarono a essere impartite direttive precise per preparare
               azioni di epurazione arbitraria con ogni mezzo a disposizione nei confronti degli
               ebrei all’interno delle forze Armate. Lo scopo sarebbe stato quello di evitare nuove
               ammissioni ai corsi delle scuole e delle accademie militari e rendere il più dura pos-
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               sibile la vita per i cadetti e gli allievi israeliti già in forza agli istituti .
                    nel frattempo, fu necessario per il Governo preparare una lista degli elementi
               già in servizio permanente da allontanare per motivi razziali. Ciò portava al proble-
               ma di  redigere  elenchi completi  nella  massima segretezza,  vista la posizione di
               comando di molti ebrei all’interno delle stesse forze Armate. L’elemento sfavore-
               vole a questo lavoro fu la quasi totale mancanza di distinzioni religiose all’interno
               degli ambienti militari; infatti, le uniche documentazioni che facevano menzione al
               credo religioso erano le basse d’entrata negli ospedali militari, ossia documentazioni
               esistenti solo per quei soldati che avevano effettuato ricoveri. nessuna indicazione
               appariva, semplicemente perché non richiesto, né sul libretto personale né sullo
               stato di servizio né sul foglio matricolare.
                    Per l’identificazione di chi dovesse essere attenzionato, un metodo ritenuto
               allora accettabile dalla macchina burocratica venne rintracciato nell’analisi delle
               generalità dei militari, prendendo come parametro l’elenco dei cognomi degli ebrei
               d’italia, basato sulle registrazioni dell’ufficio statistico del fondo di ricostruzione
               palestinese d’italia .
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                    ben presto gli uffici preposti a verificare la validità di questo strumento si
               accorsero, tuttavia, della superficialità di tale confronto: accanto a nomi di origine
               ebraica, che comunque non dimostravano nulla sulla confessione professata, figu-
               ravano nomi così diffusi, che di sicuro avrebbero creato non pochi problemi alle
               autorità incaricate della redazione degli elenchi definitivi dei militari da congedare.

               2  Giovanni Cecini, i soldati ebrei di Mussolini, mursia, milano, 2008, pp. 80-82.
               3  Gino Sottochiesa, Sotto la maschera d’israele, La Prora, milano, 1937, p. 157.

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