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I Carabinieri del 1945 - LA LIBERAzIonE




                  egli riteneva che, molto probabilmente, il merito della formazione era stato
             ben maggiore: “di aver imposto, f n dai primi momenti, alle ostili formazioni parti-
             giane, in maggioranza appartenenti ai partiti estremi, il carabiniere partigiano in
             vesti di compagno di lotte e di pericoli, ché altrimenti assai più gravi sarebbero stati
             gli eccessi insurrezionali della massa, assai più dura e dif  cile sarebbe stata la rico-
             struzione di comandi dell’arma in questa regione le cui popolazioni, orientate pre-
             valentemente verso sinistra, avrebbero ostacolato in ogni modo l’attività di questa
             forza dell’ordine e della sicurezza”.
                  sicuramente considerazioni piuttosto forti, probabilmente legate anche alle
             dif  coltà di relazione che si erano avute tra i partigiani appartenenti a formazioni
             politiche più organizzate, in primo luogo comunisti, e appartenenti a formazioni di
             tendenza monarchica o apolitica, come quella di giovannini.
                  Il riconoscimento era formalizzato anche da un paio di articoli apparsi sul
             Corriere lombardo.  Il periodico  realizzato  a cura  della  Psychological  Warfare
             Branch, nel numero 11 del 12 maggio 1945 presentava la situazione dell’arma dei
             Carabinieri reali a Milano e in provincia. Così rievocava il 25 aprile: “una cinquan-
             tina di uomini al comando del maggiore ettore giovannini scacciavano dalla caser-
             ma di via Moscova i sedicenti tutori dell’ordine e si insediavano saldamente. Il mag-
             giore giovannini col nominativo di «gerolamo» aveva nel 1943 raccolto attorno
             a sé uf  ciali, sottuf  ciali e militari e li aveva guidati nella lotta contro l’oppressione
             nazifascista, combattendo strenuamente a f anco delle valorose brigate garibaldine.
             alla divisione «Pastrengo»  è  stato chiamato il generale ernesto sannino,  alla
             legione il colonnello Italo nuzzolo, mentre il gruppo interno è retto dallo stesso
             maggiore giovannini” .
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                  l’ef  cienza che gli alleati intesero esaltare continuava dandone visibilità qual-
             che  giorno  dopo.  Così,  sul Corriere  lombardo  del 24 maggio  successivo:  “le
             armate alleate che parteciparono alla liberazione dell’Italia nord occidentale e sono
             ora presenti nella città, e nei paesi di questa zona, hanno il compito di mantenere
             l’ordine e di far osservare le leggi. uno dei fatti più importanti per l’assolvimento di
             questo compito è costituito dalle forze civili di polizia. Il mio vivo interesse per que-
             ste forze è provato dalla mia presenza a questa cerimonia. sono lieto di vedere un
             reparto di polizia così ben preparato come il vostro e, come rappresentante delle
             armate alleate, mi congratulo con voi non soltanto per il vostro aspetto ma soprat-
             tutto per il vostro spirito e la vostra capacità di far osservare le leggi. Voi sarete giu-
             dicati secondo la vostra capacità di far rispettare le leggi in questo periodo di rico-
             struzione. le armate alleate conf dano che darete la vostra cooperazione e il vostro


             18  La riorganizzazione dell’Arma dei Carabinieri in Corriere Lombardo, a. I, n. 11, 12 maggio 1945.

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