Page 43 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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IL RuoLo DEI CARABInIERI REALI nELL’InSuRREzIonE GEnERALE
Carabinieri in merito alle scelte adottate dai militari dell’arma durante i mesi di vita
della rsI : “f no a quando l’Italia occupata dai tedeschi mancò di regolare governo
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era logico e conforme alle norme internazionali sull’impiego delle forze di polizia
nei paesi occupati dal nemico, che l’arma rimanesse al suo posto a tutela della vita
e dei beni delle popolazioni. ammissibile pure che, ritenendosi imminente l’avan-
zata in questa zona delle armate liberatrici si cercasse di mantenere in ef cienza una
istituzione che nel momento del caos avrebbe potuto rendere preziosi [sic !] servi-
zio. una volta caduta questa speranza, sorto un governo in aperta ribellione e [rec-
tius a] quello legittimo f no allora servito, non rimaneva da seguire quella via addi-
tata dal dovere e dell’onore militare.
Fu quella scelta con gloriosa fortuna dal tenente colonnello alessi edoardo e
dai maggiori giovannini ettore e Chiaf arelli olinto” .
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l’aspetto politico-militare più importante nella fase dell’insurrezione era sicu-
ramente legato all’assunzione di poteri dei Comitati di liberazione nazionale
garantendo ordine, disciplina e maturità politica nonché senso di responsabilità
delle formazioni antifasciste. Questa caratteristica, secondo battaglia, è marcata in
ambito piemontese ma rappresenta in ogni caso l’elemento determinante per tutto
i Cln e per le formazioni partigiane. evitare gli eccessi, garantire “la difesa degli
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impianti industriali, l’attacco ai tedeschi e l’eliminazione delle forze fasciste” .
a Milano e, se si vuole, nella lombardia, la prospettiva dell’insurrezione è
quella della capitale della resistenza dalla quale si sarebbero irradiati gli ordini e le
disposizioni a tutte le formazioni e dunque, la città non visse l’esperienza del campo
di battaglia, che vissero invece altri centri italiani, ma soprattutto quella di punto di
passaggio delle truppe tedesche verso il Veneto e quindi verso l’alto adige con dire-
zione germania.
Qui l’obiettivo che le formazioni esterne a Milano dovevano garantire era il
blocco dei transiti di truppe tedesche verso la zona del varesotto e del comasco e in
direzione di bergamo e brescia.
durante le ore dell’insurrezione generale, gli uomini del maggiore ettore
9 In merito alle principali vicende che interessarono i militari dell’arma costretti a far parte della
guardia nazionale repubblicana, si rinvia a F. Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le
Resistenze al regime collaborazionista cit., e in particolare, tra gli altri, ai contributi di Massimiliano
sole, enrico Cursi, giuseppe Pardini, Paolo giovan-battista Pieraccini, sergio bucci e Flavio
Carbone.
10 asaCC, d124.1, legione Territoriale Carabinieri di Milano. lettera n. 1/4 di prot. rP datata 9 set-
tembre 1945 ad oggetto Vicende delle legioni dopo l’8 settembre 1943, a f rma del colonnello Italo
nuzzolo. sulle vicende del maggiore Chiaf arelli, indirettamente se ne parla in Flavio Carbone,
Vittorio Caroncini e gli ufficiali dei Carabinieri nel pavese collaborazionista, in F. Carbone (a cura di),
I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista cit., pp. 237-252.
11 roberto battaglia, Storia della Resistenza cit., p. 613.
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