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I Carabinieri del 1945 - LA LIBERAzIonE
per le quali si volevano solo carabinieri; ai vari servizi di polizia giudiziaria […] ce
n’era abbastanza perché io rif utassi sempre il concorso dei miei dipendenti nelle
operazioni di perquisizione, di sequestro, di fermo e di rastrellamento, richieste
dalle autorità repubblichine […];
4)arresto proditorio dei carabinieri già appartenenti al gruppo di novara e
loro deportazione in germania. nella notte tra il 3 e il 4 di agosto 1944, tutti i cara-
binieri superstiti del gruppo di novara (uf . sottuf . e Truppa) furono circondati
nelle proprie caserme ed arrestati per opera della gnr, che li consegnò ai comandi
tedeschi. lo stesso giorno furono trasferiti a Milano, donde proseguirono per la
germania” .
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Per molti Carabinieri rimasti in servizio al nord, dunque, si deve ricordare
ancora una volta la sorte. se ebbero la possibilità e il tempo, riuscirono a sottrarsi
alla cattura, diversamente andarono ad ingrossare le f la dei deportati, vivendo con
questi la cattività.
3. La resistenza dei Carabinieri. Alcune considerazioni generali
C’è da domandarsi dunque quale fu il ruolo dei Carabinieri rimasti nei terri-
tori del nord Italia durante l’ef mera repubblica sociale italiana sotto l’attenta
occupazione tedesca. si è visto con l’esempio del gruppo di novara quali furono le
sorti che tutto sommato sono state ricostruite almeno sino all’agosto 1944. In real-
tà, specialmente per coloro che entrarono a far parte del movimento resistenziale si
può af ermare che soprattutto dall’inizio del 1945, con la riorganizzazione e la
nuova struttura che il Corpo Volontari della libertà diede, insieme all’adozione di
chiari segni distintivi quali uniformi e fazzoletti, si arrivò anche alla ristrutturazione
interna nella quale i Carabinieri ricoprirono un ruolo non secondario.
nacquero ef ettivamente i cosiddetti “reparti territoriali”. Come af erma
roberto battaglia, si trattava di “reparti a cui ormai è devoluto pressoché intera-
mente il compito di tenere i rapporti diretti con le popolazioni nelle zone libere e
che, pur con diversa denominazione, assolva in pratica quei compiti complessi che
in tempo di pace svolga una stazione di carabinieri alla quale fanno capo questioni
d’ogni genere, anche le più impensate” . In queste pagine si fa espresso riferimento
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al ruolo ricoperto principalmente all’interno delle formazioni partigiane dai milita-
ri dell’arma. dunque, se il paragone reparti territoriali con le stazioni Carabinieri
sembra ben attagliato, in realtà, molti Carabinieri si disimpegnarono nel delicato
4 direzione dei beni storici e documentali del Comando generale dell’arma dei Carabinieri
(asaCC), documentoteca, scatola 122, fascicolo 8 (d’ora in poi d122.8), relazione del maggiore
giacomo Viretti datata 20 giugno 1950.
5 roberto battaglia, Storia della Resistenza italiana, Torino, einaudi, 1974, p. 577.
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