Page 39 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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IL RuoLo DEI CARABInIERI REALI nELL’InSuRREzIonE GEnERALE




               giore giacomo Viretti. l’uf  ciale ha ripercorso tutto il periodo compreso tra il set-
               tembre 1943 e 4 agosto 1944, quando anch’egli fu catturato e deportato in germania.
                    a  tale proposito,  dopo  un primo momento  di  sbandamento che vide i
               Carabinieri catturati e pronti per essere considerati Internati Militari Italiani (IMI)
               al pari dei militari dell’esercito probabilmente per ignoranza dell’uf  ciale tedesco
               presente a novara, i militari dell’arma rimasero in servizio. Fino alla sopravvivenza
               del comando legione Carabinieri di Torino (aprile 1944), il gruppo mantenne le
               consuete relazioni e inviò regolarmente relazioni e rapporti. la fase più complessa fu
               quella compresa tra il maggio e il 4 agosto 1944. durante il periodo in questione, il
               maggiore riuscì a mantenere i Carabinieri in servizio nei rispettivi reparti, mantenen-
               do l’uniforme e i fregi caratteristici dell’arma: “Tale distinzione non rispondeva sol-
               tanto ad un legittimo orgoglio nostro, ma serviva per farci riconoscere dalla popola-
               zione, onde richiamare ancora su di noi la f ducia di essa. ed i borghesi infatti si rivol-
               gevano a noi sia per denunce o notizie interessanti il servizio, sia per esporre propri
               imbarazzi e proprie necessità, sia magari soltanto per dare sfogo al loro animo in
               pena, tra tanto sfacelo […] le caratteristiche generali di tale periodo sono:
                    1)contatti più stretti e frequenti tra carabinieri e Movimento di resistenza.
               nel capoluogo tale compito veniva  assolto particolarmente  dal comandante  la
               compagnia, Cap. Ceglia che, non avendo diretti rapporti colle autorità, poteva
               meglio sfuggire al loro controllo. nel giugno furono inviati in congedo i carabinieri
               (sottuf  ciali e truppa) anziani di età, che accrebbero le forze della resistenza e dei
               reparti partigiani;
                    2)rapido intensif carsi dell’azione partigiana, specie in montagna; concorso
               dei carabinieri; abbandono graduale delle stazioni. I Carabinieri, malgrado ordini
               severi (dati dal comando della gnr) di reazione armata agli attacchi alle caserme,
               dopo breve simulazione di resistenza, aprivano le porte ai partigiani, che v’attinge-
               vano armi e materiali di equipaggiamento e di casermaggio. Il comando della gnr
               indignato, stabilì il controllo dei Carabinieri nelle stazioni, inviando elementi della
               guardia di rinforzo alle caserme […] fu la f ne delle valorose “benemerite” stazioni.
               Il s.Tenente Tibaldi, comandante la Tenenza di domodossola, impossibilitato a
               rimanere, riparò nella svizzera e ne seguì l’allontanamento dei Carabinieri di quasi
               tutte le stazioni della zona montana dell’ossola, passati in gran parte nelle f la par-
               tigiane. successivamente e di mano in mano che la vita controllata delle stazioni
               superstiti si rendeva impossibile, i carabinieri si disperdettero, così che il 4 agosto il
               loro numero risultò esiguo;
                    3)accentuarsi dei sospetti sul contegno dei carabinieri e della sf ducia sulla
               loro opera, da parte delle autorità civili e dei comandi militari. I CC. attendevano
               normalmente ai servizi di pattuglia specie di notte; […] alle scorte ai valori postali,

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