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I Carabinieri del 1945 - LA LIBERAzIonE




             giovannini, il comandante della formazione gerolamo, poterono f nalmente uscire
             allo scoperto e prendere le armi per partecipare alla liberazione della città meneghi-
             na . ben pochi poterono indossare nuovamente l’uniforme ma, armati e indossando
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             i bracciali del Cln, svolsero il ruolo loro assegnato nei mesi precedenti.
                  Infatti, come è riportato in alcune carte: “gli avvenimenti non si svolsero
             come previsto, cosicché il comandante dovette di sua iniziativa ed in difetto di altre
             forze organizzate, agire su vari obiettivi nell’interno della città intorno alla quale f n
             dal 22 aprile erano stati fatti af  uire tutti i reparti della formazione, ad eccezione di
             un plotone al comando del maresciallo albino Cavallo lasciato a protezione del
             nodo stradale di Varedo e destinato ad organizzare l’insurrezione nei comuni circo-
             stanti. al primo battaglione della formazione, comandato personalmente dal capi-
             tano della Ventura venne af  dato il compito di occupare le caserme e le installazio-
             ni militari della metà sud della città, mentre al secondo battaglione di occupare i
             medesimi obbiettivi della metà nord della città. l’azione venne cominciata nella
             notte del 25 aprile ed i reparti suddetti occuparono con estrema decisione rispetti-
             vamente, il primo battaglione la caserma “Medici” energicamente difesa da un forte
             battaglione della gnr comandato dal famigerato tenente colonnello Chiabrera, la
             caserma del presidio della gnr denominato “duomo”, la caserma di presidio di
             via Fiamma, la caserma di presidio di via Monforte; il secondo battaglione, la sede
             del comando  generale  e  dell’Ispettorato  regionale  della gnr  nella caserma
             “ugolini” di via Moscova, il comando regionale di via brera, il comando provincia-
             le della gnr in via Marcora e successivamente il comando della X^ f ottiglia Mas
             di piazza Fiume che si arrese con le ingenti forze ed il poderoso armamento, soltan-
             to ai carabinieri della formazione, nonché tutte le caserme e magazzini militari della
             zona furono presidiati, anche per richiesta del CVl dai volontari della formazio-
             ne” .
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                  In ef etti, il 25 aprile 1945, il comando generale del CVl emanava l’ordine al
             comando Piazza Milano in merito all’occupazione e presidio delle caserme della
             polizia di mettersi in contatto con gli appartenenti alle forze di polizia ausiliarie che
             avevano già fornito supporto al movimento ed erano pronte ad appoggiare l’azione
             dall’interno  delle caserme.  Inoltre:  “le forze  di  polizia  destinate  da codesto
             Comando ai compiti […] prendano, appena possibile, contatto coi nuclei già esi-
             stenti in luogo al f ne di occupare le caserme e di provvedere poi a tutti quei compiti
             destinati da codesto Comando alle forze di polizia, nonché alla conservazione del

             12  a. Ferrara (a cura di), I Carabinieri nella Resistenza cit., pp. 66-67.
             13  asaCC,  d1504.2,  relazione  avente  n.  138/129  di  prot.  datato 16 febbraio 1946  del Corpo
               Volontari  della libertà  -  Formazione carabinieri  “gerolamo”,  a  f rma  del maggiore ettore
               giovannini.

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