Page 45 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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IL RuoLo DEI CARABInIERI REALI nELL’InSuRREzIonE GEnERALE




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               materiale depositato nelle caserme” .
                    Ciò rappresentò il momento più importante dell’insurrezione con la necessità
               di avere sotto controllo caserme, magazzini militari e depositi di armi e munizioni,
               allo scopo di evitare che malintenzionati potessero averne la disponibilità, alimen-
               tando così una criminalità comune che avrebbe approf ttato dello stato delle cose
               per agire liberamente.
                    Immediatamente dopo gli uomini di Gerolamo continuarono la loro opera
               attraverso “la protezione della questura centrale, appena costituita, e della custodia
                                                                                 15
               delle migliaia di prigionieri tedeschi che man mano venivano catturati” .

               5. Il riconoscimento alleato
                    le preoccupazioni degli alleati, e non solo, di trovare una situazione da lotta
               armata continuata furono inutili. era chiaro che “la resa dei conti fa esplodere con
               somma evidenza il nesso guerra civile - violenza. È in quest’ottica che si possono leg-
               gere con maggiore nettezza le vicende dell’aprile-maggio 1945, senza stabilire ecces-
               sive cesure tra gli scontri con i resti delle forze fasciste e le colonne naziste in ritirata
               e il capitolo della giustizia e delle vendette” .
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                    la pubblica manifestazione di apprezzamento arrivò quasi subito dalle auto-
               rità alleate che: “appena giunte, presero immediatamente contatto col comandante
               della formazione, riconoscendo unicamente in questa sua ben organizzata e solida
               forma militare, ed il generale Crittemberg, comandante dell’8° Corpo di occupazio-
               ne, volle pubblicamente congratularsi col comandante di essa, dandogli, nella piaz-
               za Cairoli di questa Città, pubblica attestazione e solenne riconoscimento dei meri-
               ti conseguiti dalla formazione stessa nel periodo della lotta clandestina e nei giorni
               dell’azione insurrezionale” .
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                    secondo  la medesima  relazione presentata  dall’uf  ciale,  l’opera  dei
               Carabinieri della banda gerolamo fu di altissimo livello: “Come potrà attestare il
               Tenente Colonnello de Matteis, i carabinieri sopraggiunti dal sud, per volontà
               degli stessi alleati, furono lasciati per più giorni a riposo negli accantonamenti ed a
               me rimase l’onere del comando di tutta la zona lombarda f no al 7 maggio”.


               14  uf  cio storico per la guerra di liberazione - Presidenza del Consiglio, atti del Comando generale
                  Corpo Volontari della libertà. dalla sua costituzione alla insurrezione nazionale (giugno 1944 -
                  aprile 1945), roma, Istituto Poligraf co dello stato, 1946, p. 283.
               15  asaCC, d1504.2, relazione avente n. 138/129 di prot. datato 16 febbraio 1946 del Corpo Volontari
                  della libertà - Formazione carabinieri “gerolamo”, a f rma del maggiore ettore giovannini.
               16  si veda angelo bendotti, La guerra partigiana, in Storia d’Italia. Guerra e pace. L’elmo di Scipio.
                  Dall’unità alla Repubblica, Torino, giulio einaudi editore, 2002, p. 750.
               17  asaCC, d1504.2, relazione n. 138/129 di prot. datato 16 febbraio 1946 cit.

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