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I Carabinieri del 1945 - LA LibeRAzione




                  Già però il 13 luglio circa duecento contadini a strambino (aosta) protesta-
             rono  per  l’obbligo  di  interrompere  la  trebbiatura imposto  dalla prefettura.
             nonostante avessero ottenuto la possibilità di riprendere l’attività, invasero gli uf  -
             ci  comunali  distruggendo  documentazione  e  registri.  dieci  arresti  da  parte
             dell’arma di Ivrea e delle truppe alleate.
                  Il 24 luglio, a rivarolo, 1.700 operai del cotonif cio vallesusa interruppero la
             produzione richiedendo la corresponsione delle paghe ed il carovita parificato a
             quello di Torino evidentemente perché nei centri minori fenomeni inf attivi e di
             mercato nero erano più forti. e proteste per il carovita o, più in generale, per le con-
             dizioni economiche si ebbero anche a Carmagnola (il 31 luglio) dove cinquecento
             donne ed alcuni partigiani chiesero anche l’epurazione di alcune f gure comunali,
             arrivando a malmenarle, stresa e pallanza dove operai e impiegati locali scioperaro-
             no il 1° agosto.
                  sciopero generale poi il 10 agosto, su disposizioni della “delegazione confede-
             rale alta Italia”. a scioperare fu tutto il pubblico impiego, compreso il personale
             della prefettura, della questura e della magistratura.
                  scioperi e proteste si svilupparono per tutti i mesi successivi, da parte di diver-
             se categorie professionali, quasi sempre volte a reclamare migliori condizioni econo-
             miche o pagamenti di arretrati o, in generale, per l’ottenimento di generi alimentari.
             manifestazioni che, tutto sommato, non crearono mai grandi problemi con alcune
             eccezioni.
                  Il 27 agosto, a aosta, una manifestazione di donne che protestavano per il
             carovita  non  portò  al  tentativo  di  saccheggio  dei  negozi  di  alimentari.  analoga
             scena il giorno successivo. In entrambi i casi l’intervento dell’arma e del personale
             della p.s. impedì peggiori conseguenze.
                  altre manifestazioni, invece, avevano chiaro sapore politico.
                  Il 18 luglio, a torino, proteste tra gli operai del noto quotidiano “la stampa”
             ritenuto fascista e reazionario. mentre la gran parte dei dimostranti raggiungeva la
             prefettura in piazza Castello, i restanti devastarono la sede del quotidiano.
                  la sera del 23 luglio, a vercelli, il partito comunista locale organizzò un even-
             to per il rientro dall’estero  del concittadino Francesco leone, che sarà il primo
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             segretario della locale sezione del pCI vercellese . davanti a quattromila persone
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             49  verosimilmente dalla Jugoslavia dove, da ultimo, aveva operato nel locale contesto resistenziale.
             50  per Francesco leone (brasile 1900 - vercelli 1987), noto antifascista, combattente in spagna, mem-
               bro del partito Comunista italiano, deputato dell’assemblea Costituente, senatore e deputato nelle
               prime  legislature  repubblicane  si  può  vedere  la  pagina  biograf ca  redatta  da G. Isola in Franco
               andreucci - tommaso detti (a cura di), il movimento operaio italiano. Dizionario biografico. 1853-
               1943, roma, editori riuniti, 1977, vol. III, pp. 92-95.

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