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I Carabinieri del 1945 - LA LibeRAzione
tuttavia, furono fermate a la thuile da una coalizione inusuale di partigiani
italiani e soldati della rsI, che resistettero f no all’8 maggio, quando intervennero
le forze americane. solo ad un contingente simbolico di francesi fu permesso di
entrare ad aosta, dove si era già insediato il prefetto partigiano alessandro passerin
d’entrèves. tra f ne maggio e inizio giugno, doyen rif utò di cedere le aree occupa-
te all’amministrazione alleata. Il maresciallo alexander ordinò il ritiro delle truppe
francesi, ma ricevette un rif uto .
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l’11 giugno, dopo un intervento diretto del presidente americano Harry s.
truman, un accordo f rmato a Caserta stabilì il ritiro delle forze francesi entro il 10
luglio. tuttavia, la Francia mantenne il controllo di tenda e lasciò uf ciali di colle-
gamento ad aosta, che continuarono la propaganda f lo-francese.
È in questo contesto che, ovviamente, il diario storico non può non parlare
dell’importante tematica. Già il 9 giugno il colonnello scognamiglio riferiva della
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presenza di truppe francesi (tuttora) in valle di susa, valle Germanasca del
Chisone, val pellice.
le truppe francesi erano particolarmente interessate al valico del moncenisio
dove infatti stazionavano vietando l’accesso al valico di tutti i cittadini italiani com-
presi i pastori del luogo e sarebbero state particolarmente dedite al mercato nero ed
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alla propaganda f lo francese, specialmente nei confronti della comunità valdese
cercandone l’appoggio.
In generale, però, sarebbero stati mal tollerati dall’elemento italiano anche
per il modo arrogante con il quale si comportavano. Incidenti fortunatamente
non ce ne furono perché i Francesi, salvo che al moncenisio, dovevano girare
disarmati.
53 la vicenda, in particolare per quanto concerne la valle di susa, è particolarmente ben descritta nei
diari di Giulio bolaf “aldo laghi”, (vedasi nota precedente) Comandante della 4ª divisione alpi-
na Gl stellina, operante proprio in valsusa che, ottenuto l’appoggio degli americani, riuscì a
mantenere il controllo italiano dell’area con i suoi partigiani (in un momento storico in cui le altre
bande partigiane avevano già o stavano lasciando il controllo del territorio alle truppe alleate) col-
locandoli a susa e nei paesi vicini come “polizia civile” o “guardie municipali” senza arrivare a par-
ticolari scontri con le truppe francesi. questa situazione terminò il 29 luglio quando, per un
malinteso, si giunse ad un conf itto a fuoco tra queste guardie e alcuni carabinieri, fortunatamente
senza feriti.
54 In realtà il 5 giugno il col. scognamiglio, incontrando Giulio bolaf che stava cercando di ottenere
il supporto anche materiale da parte di tutte le istituzioni italiane ed anglo americane, gli aveva dovu-
to dire che “i Carabinieri al moncenisio non li vogliono”, probabilmente riferendosi sia ai francesi
(che non avrebbero mai sopportato la presenza dei Carabinieri alla frontiera, simbolo del controllo
italiano della zona) ma anche probabilmente agli anglo - americani che in quei giorni convulsi vole-
vano evitare di giungere ad una rottura con i francesi. Così in G. bolaf , C. Colombini, Partigiani
in Val di Susa cit., p. 459.
55 aussme, Diario cit., bimestre maggio-giugno 1945, p. 34.
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