Page 182 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - La LIbERazIONE




                  Senza ombra di dubbio, il più importante appartenente a tutta l’operazio-
             ne: “diventato il mio primo collaboratore, si rivelò senza dubbio il migliore ele-
             mento dei 205 componenti della missione “nemo oP Sand II” che, per rico-
             noscimento uf  ciale dei Comandi in Capo alleato ed italiano “Sì alto contributo
             habet dato at vittoria” .
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             4.  Lo “Zio” della Nemo
                  L’ingresso del maggiore anacleto onnis avvenne in un secondo momento
             rispetto la costituzione  della  rete  dell’operazione.  Si  trattava  di  un  militare
             dell’arma con  enorme  esperienza;  classe 1893, cagliaritano,  arruolatosi
             nell’arma a 18 anni, divenuto sottotenente al termine del corso accelerato presso
             la Scuola allievi Uf  ciali con anzianità 18 agosto 1920, partecipò al così detto
             Natale  di  Sangue  di  Fiume.  Tra  il  1921  e  il  1923  prestò  servizio  all’uf  cio
             Informazioni dello Stato maggiore regio esercito, per poi continuare la sua car-
             riera nell’arma territoriale. In servizio presso il Contro Spionaggio militare e
             Servizi Speciali (CSmSS) il 20 giugno 1940, continuò anche quando il servizio
             ritornò  all’antica  denominazione  di  SIm.  Transitò  poi  nel  SId  all’atto  della
             nascita del servizio repubblichino . dunque allo scoppio delle ostilità, era in ser-
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             vizio nel controspionaggio dapprima a bolzano, poi a Trieste e, inf ne a Lubiana.
             Fu destinato a milano alla f ne del 1942 per incarichi a disposizione della omoni-
             ma legione.
                  Secondo la  scheda  notizie compilata  dal  medesimo,  alla proclamazione
             dell’armistizio era in servizio nel SIm, quale capo centro CS di bergamo .
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                  L’uf  ciale, sulla base degli accordi assunti con le prime formazioni partigia-
             ne, era rimasto appositamente in servizio nel SIm, poi divenuto SId, allo scopo
             di raccogliere elementi di prima mano sulle attività che i tedeschi e i fascisti stava-
             no conducendo .
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                  Come riporta anche un suo esposto rivolto al ministero della difesa, egli
             riprese servizio dopo l’8 settembre “nell’interesse della lotta clandestina; i servizi
             che subito resi alla lotta partigiana col fornire documenti, armi munizioni, ecc.; i



             13  aSaCC, PUarV, Serie Libretti Personali, ad nomen.
             14  Ibidem.
             15  Ibidem.
             16  Ibidem.
             17  Il SId fu inizialmente retto da Vittorio Foschini, ma nel gennaio 1944 ne assunse la direzione il
               colonnello Candeloro de Leo, già uf  ciale dei Carabinieri reali prima della caduta del regime, in
               mauro Canali, Le spie del regime, bologna, Il mulino, p. 485.

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