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I Carabinieri del 1945 - La LIbERazIONE




                  Per tutti valgano le vicende del tenente colonnello manfredi Talamo, già ripor-
             tate all’interno di un altro numero Speciale della rassegna .
                                                                  6

             3.  “Fiore”, un Carabiniere della Nemo
                  ricorda la relazione generale a firma di elia il “Gruppo facente capo a
             «Fiore» ed a «Zio» con compiti in prevalenza di CS [Controspionaggio], ma
             anche informativi,  che si  avvaleva  di  elementi  infiltrati  nel  Centro CS  di
             milano del SId e nei suoi distaccamenti provinciali o nei vari uffici di polizia,
             oltre che  nel  Centro CS  di  Genova” .  Un  messaggio  radiotelegrafico  dello
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             Stato maggiore regio esercito - Ufficio Informazioni inviato al capitano di
             fregata elia il 14 febbraio 1945 così si esprimeva sulle grandi qualità comples-
             sive dell’ufficiale dell’arma: “Tramite Vs. porgiamo espressione alto apprez-
             zamento  et  riconoscimento  autorità  italiane  et  alleate  at  “Fiore”  (Capitano
             manes) che at suo tempo et su vs. proposta riceverà concreto riconoscimento
             ufficiale” .
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                  In ef etti, va segnalato che fu estremamente importante per il completo suc-
             cesso dell’operazione potersi af  dare a professionisti del controspionaggio. Sia
             manes, sia il collega più anziano onnis, avevano maturato una vasta esperienza
             non solo quali uf  ciali dei Carabinieri reali, ma piuttosto quali appartenenti ad
             una struttura militare che era capace di colpire profondamente le organizzazioni
             avversarie potendo contare su indiscutibili competenze. In ef etti, si deve segna-
             lare che, in particolare, uno degli uomini dell’operazione fu Giorgio manes, uf  -
             ciale dei Carabinieri reali come già ricordato che, successivamente, raggiunse i
             vertici dell’arma come vicecomandante generale .
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                  Il ruolo del capitano Giorgio manes fu piuttosto importante tenuto conto
             che, in milano, il dispositivo dell’operazione si era dovuto spostare costantemen-
             te di sede in sede poiché erano rapidamente individuate da elementi repubblichi-
             ni. Fu possibile così reperire alcuni appartamenti che erano frequentati in modo

             6  Paolo Formiconi, Manfredi Talamo, un maestro del controspionaggio, in Flavio Carbone (a cura di), I
               Carabinieri del 1944. il regno d’Italia, numero Speciale della rassegna dell’arma dei Carabinieri, 2024.
             7  relazione generale sulla missione «nemo», in F. Gnecchi ruscone, Missione Nemo cit., pp. 165-181.
             8  Comando Generale dell’arma dei Carabinieri, direzione dei beni Storici e documentali (d’ora
               in poi aSaCC), Fondo Personale Uf  ciali e af ari riservati Vari (d’ora in poi PUarV), Serie
               Libretti Personali, ad nomen.
             9  dal 7 agosto 1963 al 2 luglio 1968, secondo quanto riportato sul sito istituzionale dell’arma dei
               Carabinieri,  https://www.carabinieri.it/chi-siamo/ieri/storia/i-vice-comandanti-generali/elenco-
               dei-vice-c.ti-generali, ultima consultazione 22 agosto 2025. Il generale manes, proprio in qualità di
               vicecomandante, ebbe uno scontro molto duro con il generale Giovanni de Lorenzo, durante e dopo
               il suo periodo al vertice dell’arma. Si veda, mimmo Franzinelli, Il piano Solo, milano, mondadori,
               2011 e prima Virgilio Ilari, Il generale col monocolo, ancona, edizioni nuove ricerche, 1994.

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