Page 102 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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aRteMiSia 3.0. La condizione deLLa donna nei SecoLi




                  il  caso sollevò  in italia  forti polemiche  divenendo  oggetto  di  numerose
             interpellanze parlamentari. il processo giudiziario fu molto seguito e attirò l’at-
             tenzione dei media e del pubblico in tutta italia. nel 1966 filippo Melodia fu
             condannato per il reato di sequestro di persona e tentato stupro. franca viola,
             simbolo di forza e coraggio, divenne una Hgura iconica dell’emancipazione delle
             donne in italia, dimostrando che le tradizioni culturali che giustiHcavano la vio-
             lenza contro le donne dovevano essere abbattute. Questo episodio ha contribuito
             a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di sHdare le pratiche patriar-
             cali e culturali che limitavano le donne e le sottoponevano a violenza. nonostante
             ciò, da quella condanna dovranno trascorrere ancora quattordici anni prima che
             una Legge abolisca deHnitivamente l’articolo 544 dal nostro codice penale.

             8. Gli anni ’70 e le nuove conquiste femministe
                  i casi di cronaca avvenuti negli anni Sessanta, uniti alla costante di+usione
             dei mezzi di comunicazione di massa e alla globalizzazione, resero non più rinvia-
             bile l’intervento del Legislatore in materia di parità di genere. infatti la grande
             ondata di contestazioni che scosse i Paesi industrializzati dal Sessantotto in poi si
             accompagnò a un rilancio, in forme nuove e più radicali, della questione femmi-
             nile . Si trattò di un fenomeno di protesta inizialmente sottovalutato dalle forze
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             politiche che però fu capace di trasformare radicalmente la società italiana.
                  Rispetto alle lotte di inizio novecento, Hnalizzate all’ottenimento del diritto
             di voto e di pari condizioni salariali, le proteste degli anni Settanta ebbero a oggetto
             il superamento del tradizionale modello familiare ereditato dalle generazioni pre-
             cedenti, che relegava la donna a un ruolo subalterno rispetto a quello degli uomini.
                  i movimenti femministi degli anni Settanta, miravano a dar vita a una batta-
             glia culturale che travolgesse i vecchi e nuovi stereotipi . Sulla spinta di questi grandi
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             movimenti di massa, il Legislatore introdusse riforme epocali che contribuirono al
             riconoscimento dei diritti civili e sociali della donna. Il primo dicembre 1970 infatti
             il Parlamento diede il via libera alla Disciplina dei casi di scioglimento del matrimo-
             nio con la Legge 898, che passò alla storia come la Legge sul divorzio. Questo è stato
             il primo passo verso una stagione proliHca di norme che ha scardinato obsoleti pri-
             vilegi patriarcali e ha permesso l’accesso a nuovi diritti civili, ponendo di fatto la
             parola Hne ad un tabù della società italiana dove sposarsi era una “scelta” a vita.

             36  g. Sabbatucci, v. vidotto, Il mondo contemporaneo, editore Laterza, Bari 2019, p. 514.
             37  Qualsiasi  opinione rigidamente  precostituita  e  generalizzata,  cioè  non  acquisita  sulla base  di
               un’esperienza diretta e che prescinde dalla valutazione dei singoli casi, su persone o gruppi sociali.
               è frutto di un antecedente processo d’ipergeneralizzazione e ipersempliHcazione, ovvero risultato
               di una falsa operazione deduttiva.

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