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ETICA E LEADERSHIp
Allo stesso modo, l’attenzione ai sentimenti e ai bisogni non implica una
responsabilizzazione della persona of esa, ma costituisce una competenza professio-
nale utile agli operatori per comprendere le dinamiche relazionali sottostanti e per
adottare modalità di intervento più adeguate e sensibili.
La CNV, infatti, permette di leggere i comportamenti violenti all’interno di
cornici relazionali complesse, senza in alcun modo giustif carli o attenuarne la gra-
vità, e senza spostare la responsabilità dall’autore della violenza.
La formulazione di richieste chiare e non coercitive, inf ne, rappresenta uno
strumento comunicativo che può essere utilizzato dagli operatori per orientare l’inte-
razione, stabilire limiti e favorire il rispetto delle regole, contribuendo a una gestione
più ef cace del conf itto. In questo senso, la CNV si conf gura come una competenza
trasversale che raf orza l’approccio umano e professionale delle forze dell’ordine.
Nel contesto delle forze di polizia, e in particolare dell’Arma dei Carabinieri,
l’integrazione di percorsi formativi sulla Comunicazione Non Violenta potrebbe
rappresentare un investimento strategico per migliorare la qualità degli interventi
nei casi di violenza di genere. Tale approccio consentirebbe di af rontare situazioni
ad alta tensione con maggiore consapevolezza comunicativa, tutelando le vittime,
riducendo il rischio di escalation e raf orzando l’ef cacia complessiva dell’azione
istituzionale, senza in alcun modo trasferire sulle persone of ese la responsabilità
della gestione della violenza subita. In tale contesto multiforme, è cruciale che i
carabinieri osservino le situazioni senza pregiudizi, riconoscendo i sentimenti delle
vittime e promuovendo un dialogo che miri a soddisfare i bisogni di tutte le parti
coinvolte. Inoltre, l’adozione di protocolli che incorporino la CNV nelle procedure
di intervento, può contribuire signif cativamente a un approccio più umano e
rispettoso nella gestione delle denunce di violenza di genere.
L’adattamento di un programma formativo per ogni singolo carabiniere, rap-
presenta una sf da entusiasmante e complessa, che si colloca all’interno di un con-
testo in continua evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico che sociale.
Immaginando scenari futuri, si potrebbe considerare un approccio formativo per-
sonalizzato che integri tecnologie avanzate, metodologie didattiche innovative e
una maggiore attenzione alle esigenze specif che di ciascun operatore. Un esempio
su tutti, un programma formativo che utilizzi la realtà aumentata e virtuale, consen-
tendo ai carabinieri di immergersi in scenari operativi realistici. Attraverso simula-
zioni virtuali, ogni carabiniere potrebbe af rontare situazioni specif che che rispec-
chiano le problematiche del proprio territorio, migliorando le proprie capacità
decisionali e reattive in tempo reale.
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