Page 51 - Rassegna 2025-4
P. 51

DAll’eCCellenzA TeCnICO-OPeRATIvA All’InTegRAzIOne STRATegICA




                    A  questa  domanda  ha  cercato  di  rispondere  un  prestigioso  simposio  ad
               Harvard,  guidato  da  personalità  illustri  -  Christina  Lessa,  Doris  Sommer,  José
                      3
               Falconi  - che hanno riunito esperti di università, impresa e arti per esplorare le
               nuove frontiere di questo potere immateriale.
                    L’incontro, aperto da Joseph Nye , teorico del concetto, ha ribadito come
                                                     4
               arte e cultura continuino a essere strumenti fondamentali nell’arena internazionale.
               Tuttavia, la dinamica del soft power sta cambiando: l’unilateralismo occidentale è
               tramontato e lascia spazio a un multilateralismo culturale, dove paesi come Corea
               del Sud e Giappone sf dano le storiche egemonie, mentre il Golfo investe massiccia-
               mente nell’espansione culturale.
                    La libertà di espressione emerge come un fattore chiave nella capacità di un
               paese di esercitare Soft Power. Quando il controllo politico limita le forme della
               creatività, il potenziale di inf uenza culturale si indebolisce. La Cina, pur avendo
               fatto del soft power una bandiera della propria diplomazia, non ha ottenuto i risul-
               tati sperati, evidenziando il nodo cruciale dell’incontrollabilità politica della creati-
               vità. Il tema è stato sottolineato dall’artista Abdulnasser Gharem, protagonista della
               rivoluzione culturale saudita: quando le idee sono sviluppate in modo indipenden-
               te e collocate nei contesti giusti, la loro dif usione diventa inarrestabile. Questo
               principio riguarda anche l’Occidente, che non ha ancora assimilato completamente
               la sua importanza.Così, il Soft Power evolve, si ridefinisce e sfida il futuro.
                    Questo principio diplomatico si fonde armoniosamente con le Soft skill, non
               semplicemente come un valore aggiunto, ma in un rapporto di reciproco sostegno:
               il Soft Power costituisce le fondamenta su cui si erige l’architettura strategica delle
               relazioni internazionali, mentre le Soft skill rappresentano il pilastro portante che
               ne garantisce la solidità e l’ef  cacia operativa. Due facce di una stessa medaglia che
               operano su diversi livelli ma con le medesime f nalità. È in questa simbiosi che risie-
               de il vero successo delle missioni internazionali, ed in particolare nelle missioni bila-
               terali di assistenza e supporto e nelle operazioni di Peacekeeping.

               8.   L’operatività delle Soft skill nelle missioni internazionali dell’Arma dei
                  Carabinieri
                    Il  mantenimento  della  pace,  noto  in  ambito  internazionale  come
               Peacekeeping, comprende l’insieme di azioni, prevalentemente di natura militare,
               volte a garantire le condizioni per una pace duratura.

               3  Fondatori di Blueprints for Art and Policy, progetto inerente all’utilizzo delle arti come elemento
                  unif cante e politico.
               4  Scienziato e politico americano, Assistente del segretario della difesa durante la presidenza Clinton e
                  capo del national intelligence Council.

                                                                                         49
   46   47   48   49   50   51   52   53   54   55   56