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DAll’eCCellenzA TeCnICO-OPeRATIvA All’InTegRAzIOne STRATegICA
A questa domanda ha cercato di rispondere un prestigioso simposio ad
Harvard, guidato da personalità illustri - Christina Lessa, Doris Sommer, José
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Falconi - che hanno riunito esperti di università, impresa e arti per esplorare le
nuove frontiere di questo potere immateriale.
L’incontro, aperto da Joseph Nye , teorico del concetto, ha ribadito come
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arte e cultura continuino a essere strumenti fondamentali nell’arena internazionale.
Tuttavia, la dinamica del soft power sta cambiando: l’unilateralismo occidentale è
tramontato e lascia spazio a un multilateralismo culturale, dove paesi come Corea
del Sud e Giappone sf dano le storiche egemonie, mentre il Golfo investe massiccia-
mente nell’espansione culturale.
La libertà di espressione emerge come un fattore chiave nella capacità di un
paese di esercitare Soft Power. Quando il controllo politico limita le forme della
creatività, il potenziale di inf uenza culturale si indebolisce. La Cina, pur avendo
fatto del soft power una bandiera della propria diplomazia, non ha ottenuto i risul-
tati sperati, evidenziando il nodo cruciale dell’incontrollabilità politica della creati-
vità. Il tema è stato sottolineato dall’artista Abdulnasser Gharem, protagonista della
rivoluzione culturale saudita: quando le idee sono sviluppate in modo indipenden-
te e collocate nei contesti giusti, la loro dif usione diventa inarrestabile. Questo
principio riguarda anche l’Occidente, che non ha ancora assimilato completamente
la sua importanza.Così, il Soft Power evolve, si ridefinisce e sfida il futuro.
Questo principio diplomatico si fonde armoniosamente con le Soft skill, non
semplicemente come un valore aggiunto, ma in un rapporto di reciproco sostegno:
il Soft Power costituisce le fondamenta su cui si erige l’architettura strategica delle
relazioni internazionali, mentre le Soft skill rappresentano il pilastro portante che
ne garantisce la solidità e l’ef cacia operativa. Due facce di una stessa medaglia che
operano su diversi livelli ma con le medesime f nalità. È in questa simbiosi che risie-
de il vero successo delle missioni internazionali, ed in particolare nelle missioni bila-
terali di assistenza e supporto e nelle operazioni di Peacekeeping.
8. L’operatività delle Soft skill nelle missioni internazionali dell’Arma dei
Carabinieri
Il mantenimento della pace, noto in ambito internazionale come
Peacekeeping, comprende l’insieme di azioni, prevalentemente di natura militare,
volte a garantire le condizioni per una pace duratura.
3 Fondatori di Blueprints for Art and Policy, progetto inerente all’utilizzo delle arti come elemento
unif cante e politico.
4 Scienziato e politico americano, Assistente del segretario della difesa durante la presidenza Clinton e
capo del national intelligence Council.
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