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ETICA E LEADERSHIp




                  In questi scenari, dove l’imposizione può rappresentare un ostacolo dif  cile
             da superare, l’Arma dei Carabinieri trova il suo punto di forza in uno strumento
             che trascende le gerarchie e le distanze: le Soft skill.
                  Questa cultura non ha età, non ha conf ni, non può essere rinchiusa in uno ste-
             reotipo né piegata a un preconcetto. È attraverso la sua accettazione e condivisione
             che i militari dell’Arma riescono a costruire un dialogo autentico, diventando non
             solo garanti di sicurezza, ma anche ponti di comprensione tra visioni del mondo appa-
             rentemente inconciliabili. Il possesso di queste competenze, forse nemmeno sempre
             pienamente consapevole, è tuttavia profondamente radicato nel Carabiniere, una
             f gura che nasce e cresce in mezzo alla gente e per la gente. È questo legame innato che
             gli permette di inserirsi nei contesti più complessi, non come un corpo estraneo, ma
             come parte attiva della comunità, capace di ascoltare, comprendere e guidare.
                  proprio l’ascolto e la comprensione assumono altresì un ruolo determinante
             a corollario di un’ulteriore funzione dei militari dell’Arma, imprescindibile per chi
             opera in paesi ad alto rischio: garantire la sicurezza. La risposta informativa ottenu-
             ta attraverso i contatti diretti sul campo è da sempre un elemento strategico che
             consente di raccogliere e analizzare dati fondamentali per la gestione delle operazio-
             ni. Si tratta del cosiddetto Humint (Human Intelligence), un processo strategico
             che consente di acquisire, elaborare e interpretare informazioni attraverso il dialogo
             con la popolazione, af  nando i dati raccolti con analisi mirate e riscontri oggettivi.
             Questo scambio costante tra esperienza operativa e conoscenza del territorio rende
             i Carabinieri un punto di riferimento imprescindibile nelle dinamiche di sicurezza
             e stabilizzazione internazionale.

             9.   L’evacuazione da Kabul: tecnica e Soft skill dell’Arma come nodo tra
               sicurezza e diplomazia
                  Nel  quadro  istituzionale  delineato  dal  ministero  della  Difesa,  il  ruolo  dei
             Carabinieri  nelle  missioni  internazionali  non  si  limita  alla  dimensione  operativa.
             Rubricata tra i compiti dell’Arma nel C.O.m. , l’Arma dei Carabinieri è chiamata a
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             svolgere, in ambito internazionale, una delle mansioni più delicate e altamente qualif -
             canti: la sicurezza e la protezione delle sedi diplomatiche e consolari italiane all’estero.



             7  D.lgs. 66 del 2010, art. 158 - Sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli uf  ci
               degli addetti militari all’estero: L’Arma dei carabinieri assicura i servizi di sicurezza delle rappresen-
               tanze diplomatiche e consolari, nonché degli uf  ci degli addetti militari all’estero. Concorre, inoltre,
               ad af rontare particolari situazioni di emergenza o di crisi, locali o internazionali, che dovessero met-
               tere in pericolo la sicurezza delle suddette rappresentanze, assicurando la disponibilità di personale
               appartenente a reparti speciali. L’impiego del personale di cui al comma 2 è disposto sulla base delle
               direttive del Capo di stato maggiore della difesa.

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