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ETICA E LEADERSHIp
Attraverso il monitoraggio e il supporto all’implementazione degli accordi di
pace, queste operazioni mirano a stabilizzare territori segnati da conf itti, prevenen-
do il riaccendersi delle ostilità e favorendo la ricostruzione sociale e istituzionale.
Diversamente dal Peace enforcement, il peacekeeping si sviluppa laddove esiste
già un accordo consensuale per la cessazione delle ostilità, rappresentando una
colonna portante della diplomazia internazionale, un meccanismo attraverso cui la
comunità globale tenta di ridurre conf itti e sostenere la stabilità dei popoli, proprio
attraverso il concetto di Soft Power.
Analogamente, le missioni bilaterali si inseriscono nell’ambito delle linee di
intervento stabilite dalle Nazioni Unite, operando per raf orzare le capacità delle isti-
tuzioni locali e favorire la stabilizzazione del paese. In particolare, La missione bilate-
rale di assistenza e Supporto in Libia (MIASIT) nasce con l’obiettivo di fornire soste-
gno al Governo di Accordo Nazionale in Libia, rappresentando la naturale evoluzio-
ne della precedente Operazione “Ippocrate”, riconf gurata nel 2018; mentre la missio-
ne militare bilaterale italiana in Libano (MIBIl) si inserisce nel quadro delle iniziative
promosse dall’International Support group for lebanon (ISg), organismo attivo in
ambito ONU. L’ISg è nato con lo scopo di sostenere il Libano nel dif cile contesto
geopolitico aggravato dal conf itto siriano, le cui conseguenze hanno generato forti
disagi sociali ed economici, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza nazionale.
per ogni missione internazionale a carattere militare, la direttiva del ministro
della Difesa, in qualità di responsabile politico-militare, stabilisce le Regole di
Ingaggio (Roe) , delineando i parametri giuridici e operativi per l’impiego della
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forza nelle missioni internazionali. Queste norme rappresentano il pilastro su cui si
fondano le operazioni militari e diplomatiche, assicurando un approccio uniforme,
il rispetto del diritto internazionale e la corretta interpretazione delle direttive poli-
tiche da parte delle autorità militari. Le Roe non sono regole statiche, ma strumenti
f essibili e adattabili, elaborati in funzione della missione e del contesto geopolitico.
La loro def nizione permette alle forze impegnate di modulare la propria strategia
operativa, adeguandola alle evoluzioni dello scenario politico e militare. Esse deri-
vano da un’attenta armonizzazione tra fattori giuridici, politici e operativi, creando
un quadro normativo solido che garantisce coerenza, ef cacia e sicurezza nelle ope-
razioni. L’applicazione delle Roe non si basa esclusivamente sulla conoscenza tec-
nica e militare, ma anche sulla capacità di integrare soft skill che consentano di agire
con lucidità, equilibrio e sensibilità. Un militare che combina competenza, leadership e
intelligenza emotiva è in grado di applicare le regole di ingaggio con precisione e adattabilità,
garantendo interventi proporzionati, tempestivi e coerenti con il mandato operativo.
5 Rules Of engagement: def nite strategicamente secondo criteri comuni di attualità della minaccia e
proporzionalità della difesa.
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