Page 52 - Rassegna 2025-4
P. 52

ETICA E LEADERSHIp




                  Attraverso il monitoraggio e il supporto all’implementazione degli accordi di
             pace, queste operazioni mirano a stabilizzare territori segnati da conf itti, prevenen-
             do il riaccendersi delle ostilità e favorendo la ricostruzione sociale e istituzionale.
                  Diversamente dal Peace enforcement, il peacekeeping si sviluppa laddove esiste
             già  un  accordo  consensuale  per  la  cessazione  delle  ostilità,  rappresentando  una
             colonna portante della diplomazia internazionale, un meccanismo attraverso cui la
             comunità globale tenta di ridurre conf itti e sostenere la stabilità dei popoli, proprio
             attraverso il concetto di Soft Power.
                  Analogamente,  le  missioni  bilaterali  si  inseriscono  nell’ambito  delle  linee  di
             intervento stabilite dalle Nazioni Unite, operando per raf orzare le capacità delle isti-
             tuzioni locali e favorire la stabilizzazione del paese. In particolare, La missione bilate-
             rale di assistenza e Supporto in Libia (MIASIT) nasce con l’obiettivo di fornire soste-
             gno al Governo di Accordo Nazionale in Libia, rappresentando la naturale evoluzio-
             ne della precedente Operazione “Ippocrate”, riconf gurata nel 2018; mentre la missio-
             ne militare bilaterale italiana in Libano (MIBIl) si inserisce nel quadro delle iniziative
             promosse dall’International Support group for lebanon (ISg), organismo attivo in
             ambito ONU. L’ISg è nato con lo scopo di sostenere il Libano nel dif  cile contesto
             geopolitico aggravato dal conf itto siriano, le cui conseguenze hanno generato forti
             disagi sociali ed economici, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza nazionale.
                  per ogni missione internazionale a carattere militare, la direttiva del ministro
             della  Difesa,  in  qualità  di  responsabile  politico-militare,  stabilisce  le  Regole  di
             Ingaggio (Roe) , delineando i parametri giuridici e operativi per l’impiego della
                           5
             forza nelle missioni internazionali. Queste norme rappresentano il pilastro su cui si
             fondano le operazioni militari e diplomatiche, assicurando un approccio uniforme,
             il rispetto del diritto internazionale e la corretta interpretazione delle direttive poli-
             tiche da parte delle autorità militari. Le Roe non sono regole statiche, ma strumenti
             f essibili e adattabili, elaborati in funzione della missione e del contesto geopolitico.
             La loro def nizione permette alle forze impegnate di modulare la propria strategia
             operativa, adeguandola alle evoluzioni dello scenario politico e militare. Esse deri-
             vano da un’attenta armonizzazione tra fattori giuridici, politici e operativi, creando
             un quadro normativo solido che garantisce coerenza, ef  cacia e sicurezza nelle ope-
             razioni. L’applicazione delle Roe non si basa esclusivamente sulla conoscenza tec-
             nica e militare, ma anche sulla capacità di integrare soft skill che consentano di agire
             con lucidità, equilibrio e sensibilità. Un militare che combina competenza, leadership e
             intelligenza emotiva è in grado di applicare le regole di ingaggio con precisione e adattabilità,
             garantendo interventi proporzionati, tempestivi e coerenti con il mandato operativo.

             5  Rules Of engagement: def nite strategicamente secondo criteri comuni di attualità della minaccia e
               proporzionalità della difesa.

             50
   47   48   49   50   51   52   53   54   55   56   57