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DAll’eCCellenzA TeCnICO-OPeRATIvA All’InTegRAzIOne STRATegICA




                    Tali strategie, più che conf gurarsi come strumenti di manipolazione in senso
               stretto, possono essere interpretate come tentativi di orientare il dialogo e di favori-
               re un confronto progressivo con la realtà dei fatti. Resta tuttavia fondamentale rico-
               noscere i limiti e le implicazioni etiche di queste pratiche, soprattutto in relazione
               al rischio di compromettere l’autenticità delle dichiarazioni rese.
                    Un ulteriore elemento chiave è stato rappresentato dall’analisi delle dinami-
               che familiari di Carretta. La comprensione del conf itto profondo e prolungato che
               aveva caratterizzato il contesto familiare ha consentito agli investigatori di formula-
               re domande più mirate e sensibili, capaci di intercettare il malessere interiore del
               soggetto. In questa chiave, l’intervento investigativo appare maggiormente ancora-
               to a competenze di tipo relazionale e interpretativo, mostrando come le soft skill
               possano contribuire a creare le condizioni per una comunicazione ef  cace anche in
               contesti investigativi complessi.
                    Un elemento centrale nell’applicazione delle soft skill è l’ascolto attivo e la
               comprensione  del  vissuto  emotivo  degli  individui  coinvolti  in  contesti  critici.
               Anche in casi complessi come quello di Ferdinando Carretta, avvenuto a parma nel
               1989, gli investigatori hanno evidenziato come la costruzione di un ambiente sicu-
               ro e privo di giudizio, insieme all’attenzione ai segnali non verbali e alle dif  coltà
               relazionali del soggetto, abbia permesso di instaurare un dialogo autentico e di favo-
               rire una comunicazione aperta. Questo approccio dimostra come le soft skill non
               siano strumenti di manipolazione, ma espressione di un’autentica umanità, capace
               di ridurre la tensione, facilitare la comprensione reciproca e promuovere la coope-
               razione in situazioni delicate.

               4.   La Crisi di Vermicino: un contesto di comunicazione e influenza sociale
                    Sebbene il caso di Alfredo Rampi, tragicamente scomparso nel 1981 dopo
               essere caduto in un pozzo artesiano a Vermicino, rappresenta uno degli eventi più
               drammatici e simbolici della storia italiana del dopoguerra e sebbene non si sia risol-
               to positivamente, l’analisi attraverso il BISm of re spunti di miglioramento per
               future operazioni di soccorso in situazioni analoghe.
                    Essa sottolinea che una gestione più consapevole delle dinamiche comunica-
               tive e psicologiche avrebbe potuto contribuire a un esito diverso, facilitando la
               cooperazione tra i vari attori coinvolti. modelli come il BISm, pur non applicati
               direttamente nel 1981, evidenziano l’importanza di una preparazione interdisci-
               plinare nella gestione delle crisi, integrando psicologia, comunicazione e leader-
               ship strategica.



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