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LA TOPONOMASTICA




                  Era fondamentale, sempre secondo Mosse introdurre un concetto: “La bana-
             lizzazione della guerra serviva a renderla meno minacciosa, a ridurla alle dimensioni
             dell’ambiente familiare. [...] I nomi delle vie, come i souvenir di guerra, aiutavano a
             inserire il ricordo del conf itto nella vita quotidiana, privandolo della sua realtà bru-
             tale” .
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             2.  La memoria come fondamento sociale
                  La rappresentazione della cultura come elemento di legittimazione di una
             comunità, è stato analizzato dalla sociologia sin dalla seconda metà del XX secolo,
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             grazie a Serge Moscovici . Lo studioso, difatti, rilevò l’importanza delle rappresen-
             tazioni collettive, sottolineando l’essenzialità dei fattori sociali, rispetto a quelli indi-
             viduali, per la determinazione delle condotte quotidiane . Lo stesso principio è
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             af ermato anche in ambito psicologico; ad esempio, lo stesso Jung af ermò che le
             persone sono dotate di un inconscio collettivo, cioè, un insieme comune di idee,
             sentimenti, immagini e simboli che sono ereditati dai genitori e, più in generale,
             dalla razza umana.  Partendo da questa analisi sociale e psicologica, appare evidente
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             l’importanza  della  memoria  espressa  anche  attraverso  quelli  che  Valsiner  def nì
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             “oggetti culturali” , tra questi, rientrano anche le intitolazioni di aree pubbliche a
             coloro che, nella loro vita, si sono particolarmente distinti per il loro contributo nei
             confronti della Nazione. Ricordare diviene dunque un’attività cardine per la costi-
             tuzione di un gruppo sociale specialmente se tale gruppo è appartenente al mondo
             militare, poiché in esso la memoria assume un valore pedagogico oltre che fondan-
             te. L’essenza di una Forza Armata è insita nell’esempio fornito dai suoi appartenen-
             ti nel corso della storia, che costituisce la linea guida per tutti coloro che per la prima
             volta vestono quell’uniforme.

             3.  Il valore della memoria e del ricordo nell’Arma dei Carabinieri
                  In un passato lontano, le infrastrutture erano intitolate unicamente a sovrani
             o alte cariche militari che si erano distinte nel corso della loro azione militare o di
             governo. Mancava, almeno nel regno d’Italia, un riconoscimento del valore dei sin-
             goli militari, Carabinieri, soldati, marinai, magari già decorati al Valor Militare, ma
             non ritenuti suf  cientemente prestigiosi per ricevere un ulteriore riconoscimento.

             3  Ivi, p. 142.
             4  I. Galli, La teoria delle rappresentazioni sociali, Il Mulino, Bologna, 2006
             5  E. Schember, La Rappresentazione Sociale della Cultura, tesi di dottorato, Università Federico II,
               Napoli, anno accademico 2017-2018
             6  R. Feldman, G. Amoretti, M. Ciceri, Psicologia generale. Con connect, McGraw-Hill Education,
               Columbus, 2021
             7  J. Valsiner, Oxford handbook of culture and psychology, Oxford University Press, New York, 2012
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