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Questa identificazione tra individuo e Istituzione, che Weber - se mai se ne
fosse occupato - avrebbe definito “vocazione professionale al servizio pubblico” ,
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genera comportamenti spontanei di abnegazione e senso del dovere che trascendo-
no il mero obbligo giuridico.
È un comune sentire, spesso raccontato con sensibilità e parole diverse, che
accomuna tutta l’Arma dei carabinieri dai suoi massimi vertici sino ai militari più
giovani: tale approccio viene rilevato dalla collettività tutte le volte i Carabinieri -
soprattutto se liberi dal servizio - affrontano una situazione inaspettata evidenzian-
do generosità, sensibilità e coraggio (spesso superiore a quanto richiesto dal solo
adempimento del dovere) agendo senza nessun obbligo, ma esclusivamente per
rispondere a un mero quanto ineludibile imperativo morale.
La sineddoche che rende ogni militare rappresentativo dell’intera Arma è un
motore potente che agisce con forza sia all’interno dell’Istituzione, sia nei confronti
della società. Gli effetti reputazionali funzionano sia in positivo che in negativo:
quando un Carabiniere si manifesta in pubblico per un comportamento meritorio
tutta l’Istituzione ne trae beneficio, in quanto legittimo motivo di orgoglio che - tra
l’altro - accresce la fiducia sociale verso l’organizzazione. Di contro, atteggiamenti
pubblici scorretti riverberano immediatamente sull’intera Istituzione ben oltre il
singolo caso: il nome dell’autore del comportamento malevolo o anche solo critica-
bile si perde rapidamente tra le pagine delle cronache, mentre perdura per qualche
tempo un sentimento di diffusa condanna verso l’organizzazione. Nel comune sen-
tire - anche a fronte di opportuni distinguo, avanzati dai media o da opinion maker
- non è più il singolo Carabiniere che ha sbagliato, ma l’Arma nel suo complesso che
(quanto meno) non ha saputo prevenire o contenere l’errore.
Nei casi di successo, per l’Arma e le Forze Armate e di Polizia, la risonanza verso
il contesto è diretta e immediata: il buon comportamento, data la funzione di rassicu-
razione sociale assolta, diviene immediatamente un valore o una percezione condivisa.
Altre organizzazioni, invece, hanno maggiori difficoltà. Si pensi, ad esempio, al
mondo del lavoro: un imprenditore di successo vede aumentare il suo fatturato ed ha,
probabilmente, l’opportunità di ampliare la sua azienda. Ma tali traguardi sia per il
lavoratore dipendente, sia per il contesto sociale hanno effetti modesti. Per la proprie-
tà transitiva prima richiamata, mentre il Carabiniere vede facilmente riverberare sulla
sua figura gli effetti positivi del comportamento meritorio di un collega e la società ne
trae legittimi motivi di rassicurazione, l’imprenditore - per cogliere analoghi risultati -
4 La rif essione prospettata è ispirata alla lettura del saggio La politica come professione (1919) del socio-
logo Weber che, occupandosi a più alto livello della f gura del “politico” ne studia le qualità (passio-
ne, senso di responsabilità e lungimiranza) e i difetti (soprattutto la vanità), analizzando altresì il rap-
porto tra etica e politica (aspetto di particolare interesse per il presente studio).
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