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             ca riflettere sul concetto stesso di Istituzione, categoria giuridica e sociologica che,
             come ricordava Mortati, esprime la “forma organizzata della comunità politica”
             (Mortati, Istituzioni di diritto pubblico, 1976). In un’epoca caratterizzata dall’acce-
             lerazione tecnologica e dalla digitalizzazione delle relazioni sociali, comprendere
             come un’istituzione possa mantenere coerenza, legittimazione e capacità di risposta
             diviene questione centrale per la tenuta dello Stato di diritto.
                  L’Arma dei Carabinieri, radicata nella storia nazionale e al contempo proiet-
             tata verso le sfide della sicurezza globale, rappresenta un modello paradigmatico di
             adattamento organizzativo e di equilibrio tra tradizione e innovazione.
                  Le riflessioni qui proposte, pur avendo come riferimento il modello rappresen-
             tato dall’Arma dei carabinieri, a ben vedere, sono estensibili a qualunque organizza-
             zione complessa: in sintesi, ciò che trasforma un’organizzazione in un Istituzione non
             sono le norme, ma l’intensità con cui valori e risorse vengono riconosciuti, condivisi
             e tradotti in buone prassi organizzative orientate al compimento della missione.

             2.  L’Arma dei Carabinieri come Istituzione
                  Ai sensi dell’articolo 155 del Codice dell’Ordinamento Militare (d.lgs. 66/2010),
             l’Arma dei Carabinieri “ha collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della
             Difesa, con rango di Forza Armata ed è forza militare di polizia a competenza generale
             e in servizio permanente di pubblica sicurezza”. La norma definisce con precisione la
             cornice giuridica dell’Arma, ne fissa il rango e le competenze, ma non esaurisce la
             dimensione valoriale e simbolica che ne fa un’Istituzione. Per assurgere a tale rango non
             sono sufficienti le definizioni giuridiche: per divenire tale devono essere chiamati in
             causa principi più profondi, radicati nell’animo dei cittadini e nella cultura sociale del
             contesto di appartenenza, generando riconoscimento sociale e continuità identitaria.
                  Non a caso, accanto alla definizione giuridica la stessa Arma ama rappresentarsi
             come una “Istituzione conscia della sua storia, profondamente inserita nella società e
             assolutamente decisa a garantire la miglior tutela delle comunità ad essa affidate” .tale
                                                                                   1
             descrizione integra la prospettiva formale con quella identitaria, evocando un ethos col-
             lettivo fondato su missione, servizio e appartenenza che sollecita le corde sensibili dei
             sentimenti e delle emozioni che influiscono e costruiscono i legami sociali.


             1  L’af ermazione, pur virgolettata, non è una citazione uf  ciale bensì una sintesi dell’autore maturata
               con l’ascolto di più discorsi uf  ciali delle massime gerarchie dell’Istituzione che esaltano costante-
               mente l’importanza della tradizione storica, sottolineando la sua rilevanza per tracciarne il futuro (a
               titolo di esempio non esaustivo, si rimanda al discorso del Comandante Generale Luongo in occa-
               sione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2024-2025 della Scuola Uf  ciali in cui a pp. 3 e
               segg. delinea le nuove sf de, mentre a pp. 12 e segg. ricorda il legame etico - istituzionale che - da oltre
               200 anni - lega l’Arma al Paese - https://www.carabinieri.it/docs/default-source/default-document-
               library/intervento-del-comandante-generale-dell’arma.pdf?sfvrsn=239b5a22_0

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