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PRemio di RinvenimenTo neLL’eRA digiTALe
accidentale, nel rinvenimento di un bene archeologico trafugato o illecitamente
sottratto al patrimonio culturale pubblico.
il caso in esame ha of erto l’occasione per un’interpretazione evolutiva e innovativa
delle norme vigenti, che merita un’attenta disamina, poiché pone in evidenza una nuova
dimensione digitale della scoperta archeologica fortuita con possibili implicazioni future.
2. La vicenda giudiziaria. Ricostruzione dei fatti e percorso giudiziario
Nel giugno 2009, il presidente della sezione di un’associazione culturale siciliana di
volontariato a carattere regionale volta alla ricerca, allo studio e alla conoscenza dei beni
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culturali, individuava sul portale eBay una lekanis centuripina - ossia un vaso del ii seco-
lo a.C. - in vendita presso una casa d’aste australiana.
Riconoscendo il potenziale valore archeologico e la probabile provenienza
illecita del bene, il 16 giugno 2009 inviava una dettagliata segnalazione via e-mail al
Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, fornendo le immagini del-
l’oggetto, il link dell’asta digitale ed altre indicazioni utili all’analisi della situazione.
La segnalazione veniva riconosciuta non priva di pregio e la Procura della
Repubblica di Enna avviava le indagini con una rogatoria internazionale volta al
recupero del bene italiano. Anche la Soprintendenza di Enna riconosceva il valore
culturale del bene e la sua provenienza magno-greca, inventariandolo per un valore
di 500.000 euro. Le indagini sortivano un esito positivo ed il bene rientrava in italia
il 5 dicembre 2012 per essere poi assegnato al Museo archeologico regionale di
Centuripe. A distanza di anni, nel 2017 e successivamente nel 2019, il presidente
dell’associazione culturale che aveva individuato e segnalato il prestigioso bene sul
mercato internazionale, richiedeva il premio di rinvenimento ai sensi degli articoli
90 e seguenti del D.Lgs. 42/2004.
La richiesta veniva rigettata però dapprima dalla Soprintendenza ABAP di
Enna e poi dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana.
Entrambi i dinieghi si fondavano sulla motivazione che la lekanis era stata recupe-
rata sul mercato antiquario estero grazie all’attività investigativa dell’Autorità
Giudiziaria, e non tramite un rinvenimento f sico nel territorio nazionale.
2 La Lekanis è un tipo di vaso in ceramica, basso e poco profondo, con manici orizzontali a nastro e
coperchio, tipico dell’antica Grecia. La caratteristica principale della lekanis era il suo coperchio, che
poteva essere anche utilizzato come piatto. Le lekanides erano utilizzate principalmente come con-
tenitori per cosmetici o gioielli e spesso venivano donate alle spose in occasione del matrimonio.
Proprio per il loro valore e la loro funzione, venivano spesso utilizzate per corredi funebri e il loro
rinvenimento può verosimilmente ricondursi a scavo clandestino in sepolture antiche. Quando si
parla di una lekanis centuripina, ci si riferisce a una lekanis che proviene da Centuripe, un’antica
città sicula in provincia di Enna, in Sicilia, nota per la sua produzione f ttile di alta qualità tra il iii e
il ii secolo a.C. E’ riconoscibile, rispetto alla produzione greca generale per la decorazione policroma
a f gure complesse, spesso raf guranti scene femminili o legate al culto dionisiaco.
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