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ANALIsI e coNfroNTo deLLe LeggI ANTITerrorIsmo IN gIordANIA, IsrAeLe ed ITALIA




               repentina interconnessione di azioni ed eventi che apparentemente sembrano non
               essere legate tra di loro, non possiamo che so&ermarci sui notevoli risultati che sono
               stati raggiunti grazie a delle produzioni normative quantomeno e caci. D’altra parte,
               però, è triste notare che l’e&etto di scelte politiche miopi, talvolta, mina l’integrità degli
               apparati sociali al punto di comprometterne seriamente il suo sostentamento.
                    È quanto successo in Israele dal 7 ottobre 2023, quanto pagato nel 2006 dalla
               Giordania e quanto vissuto in Italia negli anni bui del terrorismo interno.
                    Alla massima “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” i
               Governi devono rispondere con una contro-reazione già piani<cata in modo da
               attutire eventuali colpi di coda di gruppi terroristici intenti a portare attacchi nei
               nostri territori. Quando ci si rende conto che dall’analisi geopolitica-normativa del
               terrorismo si passa ad o&ensive di terra e piani bellici strutturati in modo da “anni-
               chilire” una determinata regione, signi<ca che con ogni probabilità la prevenzione
               ha ceduto il passo alla repressione, non penale però.
                    Il presente lavoro, quindi, si è sviluppato secondo un approccio comparativo
               volto a mettere in relazione tre ordinamenti giuridici, Israele, Giordania e Italia,
               accomunati dalla necessità di fronteggiare la minaccia terroristica ma differenti per
               storia, assetto istituzionale e sensibilità verso le garanzie individuali. Tale metodo
               non si è limitato ad un mero confronto statico delle disposizioni normative, bensì
               ha cercato di coglierne le logiche interne, le finalità, le modalità applicative e le con-
               seguenze sistemiche, sia sul piano dell’efficacia operativa sia su quello della legitti-
               mazione democratica.
                    la comparazione è stata condotta secondo direttrici che privilegiano la fun-
               zione concreta degli strumenti, la loro collocazione nel contesto storico e politico
               di riferimento, la capacità di bilanciamento tra sicurezza collettiva e diritti indivi-
               duali e, infine, la coerenza che essi mostrano rispetto all’impianto costituzionale di
               ciascun ordinamento. Si tratta dunque di un metodo che, lungi dall’essere un sem-
               plice esercizio di accostamento, si configura come un’analisi dinamica capace di
               restituire una visione tridimensionale del fenomeno, mettendo in luce analogie,
               divergenze e possibili punti di convergenza.
                    la lettura comparata ha consentito di individuare tre modelli paradigmatici.
               Israele rappresenta l’archetipo della “eccezionalità permanente”: la perenne condi-
               zione di emergenza ha favorito l’adozione di strumenti preventivi estremamente inci-
               sivi, quali la detenzione amministrativa, le restrizioni di movimento, le residenze for-
               zate e persino le uccisioni mirate. Essi conferiscono al potere esecutivo ampi margini
               di discrezionalità, soggetti a un controllo giurisdizionale che interviene in via limitata
               e prevalentemente ex post.
                    la Giordania, a sua volta, esprime un modello che potremmo definire di “sta-

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