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AGRo ECo AmbIENTE




             tiva più incisiva in relazione alle pianif cazioni urbanistiche. Questo approccio non
             solo promuoverebbe una maggiore integrazione del paesaggio naturale nelle aree
             urbane e periurbane, ma contribuirebbe anche ef  cacemente alla mitigazione del
             consumo di suolo.
                  La tematica della riduzione del consumo di suolo assume carattere di urgenza
             imprescindibile in numerose aree del territorio italiano, specialmente nelle zone ad
             alta densità urbanistica e industriale. In tali contesti, gli ef etti deleteri di politiche
             urbanistiche del passato, orientate verso uno sviluppo ambientalmente insostenibi-
             le, diventano evidenti attraverso l’intensif carsi di eventi alluvionali e di esondazio-
             ni, che testimoniano, in maniera diretta, le conseguenze negative dell’eccessivo con-
             sumo di suolo.
                  Nell’attuale scenario di cambiamenti climatici, l’assenza di interventi mirati a
             limitare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo minaccia non solo la biodi-
             versità e la funzionalità degli ecosistemi ma compromette anche la capacità di adat-
             tamento dell’ambiente a tali cambiamenti. L’impermeabilizzazione del suolo, infat-
             ti, interferisce con il naturale ciclo idrologico, riducendo la capacità del terreno di
             assorbire le precipitazioni e incrementando il rischio di fenomeni alluvionali.
                  Senza un’inversione di tendenza che porti all’adozione di politiche capaci di
             fermare il consumo di suolo e promuovere la sua rigenerazione, l’Italia si trova di
             fronte al rischio concreto di non riuscire a raggiungere l’obiettivo di neutralità del
             degrado di suolo, come auspicato a livello internazionale. La sf da attesa è quella di
             trasformare le conoscenze acquisite in azioni concrete, per garantire che lo sviluppo
             del Paese avvenga in armonia con la natura e con le esigenze di una società equa e
             sostenibile. In estrema sintesi, nel campo della tutela penale dell’ambiente deve
             acquistare  sempre  più  forza  la  fase  della  “prevenzione”,  poiché  la  sola  risposta
             “punitiva”,  per  quanto  indispensabile,  non  riesce  a  rappresentare  la  soluzione.
             Viceversa - e ciò vale in particolare per il contenimento del consumo del suolo e
             della sua tutela da negative compromissioni - occorre da parte del legislatore la crea-
             zione di un solido, coerente e compartecipato apparato normativo di regolamenta-
             zioni preventive e di precauzioni che riducano drasticamente il negativo impatto
             dell’attività produttiva non solo sull’equilibrio ambientale odierno, ma soprattut-
             to, in prospettiva per le generazioni future.










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