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Il ConSumo dI Suolo In ITalIa




               e il decadimento, in un rapporto di contrapposizione simile a quello che intercorre
               tra esistenza e cessazione.
                    Dall’analisi del panorama nazionale, è risultato evidente come le pressioni
               antropiche e i cambiamenti ambientali incidano signiKcativamente sulla qualità e
               sulla disponibilità del bene suolo. Il fenomeno del consumo di suolo rappresenta
               una delle principali minacce alla sostenibilità ambientale, con implicazioni signiK-
               cative non solo per la biodiversità e gli ecosistemi, ma anche per la società nel suo
               complesso.
                    L’articolo ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato alla pianiK-
               cazione territoriale, che tenga conto delle sue molteplici funzioni ecologiche, sociali
               ed economiche.
                    Le strategie di pianiKcazione territoriale e le normative analizzate devono esse-
               re necessariamente aggiornate al Kne dell’ottenimento di strumenti maggiormente
               aderenti al contesto quotidiano, per orientare le politiche future verso una maggio-
               re responsabilità ambientale e un equilibrio tra sviluppo e conservazione.
                    In questo contesto, la legislazione italiana si è dimostrata essere uno strumen-
               to potente e versatile, capace di adattarsi alle diverse esigenze di tutela ambientale.
               Tuttavia, il fenomeno del consumo di suolo è il risultato dell’assenza di una norma-
               tiva unitaria e, in particolare, di una legge nazionale di principi sul governo del ter-
               ritorio, il cui prodotto è una frammentazione regionale. molte Regioni, in confor-
               mità a quanto previsto dalla strategia dell’Unione Europea per il suolo per il 2030,
               hanno introdotto, all’interno della propria legislazione, principi riferiti ad una ridu-
               zione progressiva dell’uso dei suoli, alla promozione, mediante incentivi, per la rige-
               nerazione delle zone urbane e per il riuso degli spazi abbandonati. ma queste ultime
               considerazioni sono e+ettuate attualmente, come a+ermato, in ambito regionale.
                    Di conseguenza, alla luce della frammentarietà delle politiche di governo del
               territorio e del consumo di suolo, si rende indispensabile l’adozione di una norma-
               tiva che deKnisca, attraverso un’intesa nella conferenza Stato - Regioni, la quantità
               massima di consumo di suolo ammessa nel territorio di ciascuna Regione, nonché
               la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali. Inoltre, per disincentivare
               ulteriormente il consumo di suolo, sarebbe opportuno considerare l’incremento
               degli oneri di urbanizzazione e dei contributi calcolati sulla base del costo di costru-
               zione per gli interventi edilizi che comportano nuovo consumo di suolo. Questa
               misura  avrebbe  il  doppio  e+etto  di  rendere  economicamente  meno  attraente  il
               nuovo consumo di suolo e di generare risorse Knanziarie potenzialmente reinvesti-
               bili in politiche di tutela ambientale e di riqualiKcazione urbana.
                    Parallelamente, è fondamentale incentivare i Comuni a"nché adottino Piani
               strategici delle infrastrutture verdi, conferendo a questi strumenti una forza norma-

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