Page 134 - Rassegna 2025-2
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AGRo ECo AmbIENTE
SommARIo: 1. Lo stato e l’evoluzione del consumo di suolo in Italia. - 2. Gli strumenti norma-
tivi. - 3. Il caso studio dell’Emilia Romagna. - 4. Le azioni di contrasto al fenome-
no dell’uso illegale del suolo. - 5. Conclusioni.
1. Lo stato e l’evoluzione del consumo di suolo in Italia
L’esame delle principali dinamiche di variazione della copertura e dell’utilizzo del
suolo evidenzia come il fenomeno predominante attuale, sia in Europa che nel nostro
Paese, sia la riduzione graduale delle aree destinate all’agricoltura. L’impoverimento del
suolo agricolo, che attualmente occupa circa la metà del territorio nazionale, si manife-
sta simultaneamente su due fronti. Da un lato, si osserva un incremento delle aree
antropizzate, soprattutto nelle pianure e lungo le coste e nelle valli f uviali. Dall’altro si
nota l’espansione delle foreste e delle aree naturali, specialmente nelle regioni interne e
montane/collinari, causata dall’abbandono delle attività agricole e dalla successiva riap-
propriazione del territorio da parte della vegetazione boschiva.
Nelle regioni rurali periferiche o poco redditizie, come le aree montane o collinari
elevate, o quelle scarsamente accessibili e di limitato interesse economico, si osserva un
fenomeno di successione ecologica. Inizialmente, le terre agricole si trasformano in una
trama frammentata di coltivazioni con aree naturali residue, poi evolvono in arbusti e
cespugli, per culminare inf ne nella formazione di foreste con una crescente densità di
vegetazione. In concomitanza con il progressivo abbandono delle zone periferiche, si è
verif cata una trasformazione delle pratiche agricole, orientate verso una intensif cazio-
ne dell’uso del suolo al f ne di aumentare la produttività delle aree coltivate.
Tale evoluzione ha determinato signif cativi cambiamenti nell’organizzazione
e nell’utilizzo di queste zone nel corso degli ultimi sessant’anni. La transizione verso
la pratica agricola intensiva è stata prevalentemente osservata in regioni caratteriz-
zate da terreni fertili o condizioni ambientali favorevoli, come altitudine moderata,
pendenza agevole ed esposizione al sole, che permettevano una maggiore produtti-
vità e una meccanizzazione semplif cata delle operazioni agricole. Al contempo, le
aree con minor potenziale redditizio tendevano all’abbandono.
L’incremento delle pratiche agricole intensive implica una diminuzione della
salute del suolo e della diversità biologica, rendendo tali regioni più vulnerabili ai
futuri cambiamenti, inclusi quelli climatici.
Nel corso degli ultimi decenni, inoltre, si è osservata una tendenza predomi-
nante verso l’espansione delle aree antropizzate, in risposta alla necessità di sviluppa-
re nuove infrastrutture di trasporto, costruire edif ci aggiuntivi e installare altre
forme di copertura non naturali. L’urbanizzazione, infatti, persiste nel suo rapido e
crescente impatto sulla geograf a nazionale.
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