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AGRo ECo AmbIENTE




             SommARIo: 1. Lo stato e l’evoluzione del consumo di suolo in Italia. - 2. Gli strumenti norma-
                       tivi. - 3. Il caso studio dell’Emilia Romagna. - 4. Le azioni di contrasto al fenome-
                       no dell’uso illegale del suolo. - 5. Conclusioni.


             1. Lo stato e l’evoluzione del consumo di suolo in Italia
                  L’esame delle principali dinamiche di variazione della copertura e dell’utilizzo del
             suolo evidenzia come il fenomeno predominante attuale, sia in Europa che nel nostro
             Paese, sia la riduzione graduale delle aree destinate all’agricoltura. L’impoverimento del
             suolo agricolo, che attualmente occupa circa la metà del territorio nazionale, si manife-
             sta simultaneamente su due fronti. Da un lato, si osserva un incremento delle aree
             antropizzate, soprattutto nelle pianure e lungo le coste e nelle valli f uviali. Dall’altro si
             nota l’espansione delle foreste e delle aree naturali, specialmente nelle regioni interne e
             montane/collinari, causata dall’abbandono delle attività agricole e dalla successiva riap-
             propriazione del territorio da parte della vegetazione boschiva.
                  Nelle regioni rurali periferiche o poco redditizie, come le aree montane o collinari
             elevate, o quelle scarsamente accessibili e di limitato interesse economico, si osserva un
             fenomeno di successione ecologica. Inizialmente, le terre agricole si trasformano in una
             trama frammentata di coltivazioni con aree naturali residue, poi evolvono in arbusti e
             cespugli, per culminare inf ne nella formazione di foreste con una crescente densità di
             vegetazione. In concomitanza con il progressivo abbandono delle zone periferiche, si è
             verif cata una trasformazione delle pratiche agricole, orientate verso una intensif cazio-
             ne dell’uso del suolo al f ne di aumentare la produttività delle aree coltivate.
                  Tale evoluzione ha determinato signif cativi cambiamenti nell’organizzazione
             e nell’utilizzo di queste zone nel corso degli ultimi sessant’anni. La transizione verso
             la pratica agricola intensiva è stata prevalentemente osservata in regioni caratteriz-
             zate da terreni fertili o condizioni ambientali favorevoli, come altitudine moderata,
             pendenza agevole ed esposizione al sole, che permettevano una maggiore produtti-
             vità e una meccanizzazione semplif cata delle operazioni agricole. Al contempo, le
             aree con minor potenziale redditizio tendevano all’abbandono.
                  L’incremento delle pratiche agricole intensive implica una diminuzione della
             salute del suolo e della diversità biologica, rendendo tali regioni più vulnerabili ai
             futuri cambiamenti, inclusi quelli climatici.
                  Nel corso degli ultimi decenni, inoltre, si è osservata una tendenza predomi-
             nante verso l’espansione delle aree antropizzate, in risposta alla necessità di sviluppa-
             re  nuove  infrastrutture  di  trasporto,  costruire  edif ci  aggiuntivi  e  installare  altre
             forme di copertura non naturali. L’urbanizzazione, infatti, persiste nel suo rapido e
             crescente impatto sulla geograf a nazionale.


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