Page 312 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Ancora una volta i partigiani non subirono perdite.
I gruppi, nuovamente riuniti, recuperarono le armi abbandonate e i cada-
veri dei compagni che ammucchiarono e a cui dettero fuoco: in quelle circo-
stanze la cremazione, non priva di un cenno di raccoglimento, era la soluzione
più pratica possibile. Successivamente, al tramonto, si sarebbero riuniti nel
luogo convenuto per riposare. Scendeva la luce incerta del crepuscolo quando
si sentì un insistente calpestio che s’avvicinava, disturbando gli animali che s’ap-
prestavano a dormire. Dall’alto le vedette riconobbero ancora una volta le uni-
formi dei nemici i quali, essendo riusciti a leggere un cifrario, si preparavano
questa volta a impedire il passaggio delle truppe angloamericane sbarcate da
pochi giorni sulle coste della penisola. I nostri s’appostarono in agguato tra gli
alberi per non farsi vedere, armati di tutto punto per colpire al momento oppor-
tuno. Quel momento, segnalato dalle vedette, non tardò ad arrivare. Seguì una
carneficina. I nazifascisti nuovamente colti di sorpresa riuscirono appena a
rispondere ad alcuni colpi e perirono in grande numero. Nonostante le poche
perdite tra i partigiani, la stampa repubblichina scrisse di un vile attentato con-
tro gli eroici alleati italo-tedeschi, esaltandoli, senza dilungarsi nei particolari.
Era questo il metodo ereditato dal regime per addomesticare il popolo a obbe-
dire e a credere.
Due ragazze, facenti parte di quest’ultimo gruppo, con l’uniforme della
milizia fascista s’acquattarono invano dietro una siepe per non farsi scoprire.
Dalla cima d’un albero una vedetta le segnalò: destinate a essere giustiziate
senza preamboli, gli esecutori furono fermati da chi esercitava il comando.
“Siamo patrioti, non siamo né assassini né banditi”, disse, “non è umano com-
portarsi come state facendo voi; prendiamole prigioniere e portiamole con noi,
le interrogheremo”. In questo modo si salvarono.
Gli alleati angloamericani intanto procedevano verso l’interno: il crollo del
regime fascista e la corsa dei più ideologizzati e testardi verso il Nord e la
Repubblica Sociale Italiana in genere tatticamente li favoriva, a parte qualche
scontro marginale che non ritardava più di tanto la loro marcia strategica. Ci fu
solo un episodio che produsse degli inconvenienti. Una segnalazione errata
autorizzò gli aerei inglesi e americani a mitragliare gli amici invece dei nemici!
Seguì un fuggi-fuggi irrazionale come se tutti fossero impazziti: chi si gettava
dietro un albero, chi tra i rovi, chi su altri corpi ammucchiati per lo spavento.
Carlo, Matilde e una delle miliziane furono fortunati, restarono soli e vicini e il
quella circostanza gli fu d’aiuto.
“La comunità è un insieme di persone legate da tradizioni e da interessi
comuni, non ha bisogno d’imposizioni né dei precetti che cadano dall’alto”,
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