Page 314 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Nella piazza antistante la basilica un prete cattolico all’improvviso s’ap-
poggiò a una delle fontane e cominciò a predicare a squarciagola contro la guer-
ra, contro il fascismo e contro il nazismo. Si formò subito un capannello di
curiosi che cresceva sempre più: dopo qualche ora due poliziotti italiani e due
gendarmi vaticani, sotto lo sguardo sornione dei presenti, l’obbligarono a stac-
carsi e a sospendere il sermone. I gendarmi salutarono e rientrarono nello Stato
Città del Vaticano. Gl’italiani invece tornarono nell’ufficio di polizia, fecero
sedere il prete e riempirono alcuni verbali. La polizia si mise in contatto con la
gendarmeria vaticana per non avere problemi poiché il fermato era un prete
cattolico. Alla fine tutto si risolse bene: il prete era conosciuto dall’autorità
ecclesiastica per uno che, ogni tanto, diventava incontrollabile. Per questo l’ave-
vano per così dire esiliato in un villaggio sperduto dell’Appennino abitato solo
da anziani, dove lo rimandarono in fretta.
A Roma la notizia dell’imminente arrivo alleato aveva reso tutti felici, ma
in realtà non fu così immediato poiché incontrò alcuni intoppi; comunque i
carabinieri si resero subito disponibili per facilitarne il cammino. L’arrivo in
città avvenne, come è noto, dopo i fatti di Cassino e dopo l’abbandono di Roma
da parte dei tedeschi. L’attività dei partigiani non si limitava alle “sole” opera-
zioni di guerra, ma prevedeva degli aiuti concreti a favore della popolazione che
sopportava pericoli, privazioni e angherie di ogni tipo. Ad esempio, ai Castelli,
a causa delle razzie dei tedeschi, il CLN decise d’intervenire per impedire loro
d’impossessarsi del bestiame che razziavano: con il permesso del direttore di
Villa Vaticana, più di mille capi vi furono così trasferiti a vantaggio della popo-
lazione laziale e romana. Parlando più in generale, si distinsero particolarmente
i cittadini di Subiaco per la generosità dimostrata in quegli anni nell’assistere e
proteggere gli sfollati, i prigionieri alleati e gli ebrei.
A Roma, col passare delle settimane e dei mesi la Resistenza crebbe ovun-
que, sia sul piano militare sia su quello politico e sociale, ma continuavano
anche le reazioni esasperate dei nazifascisti che si rendevano conto che la loro
fine era sempre più vicina. Di contro aumentarono gl’impegni e gli eroismi dei
partigiani e l’appoggio della popolazione civile in ogni luogo. Sarebbe veramen-
te difficile, se non impossibile, citare tutti i casi: in genere le donne erano addet-
te a portare cibo e, con il cibo, armi ai partigiani combattenti. Una volta scoper-
te e catturate, le donne avrebbero rischiato la violenza e la morte: di ciò erano
perfettamente consapevoli e la convinzione del loro antifascismo giustificava la
loro scelta.
Nel bene e nel male il tempo trascorse, inesorabile, come sempre, e la
guerra finì il suo corso.
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