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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  A cercare di dare “unicità” all’azione politica e militare in provincia finiva
             per essere sostanzialmente il Capo della provincia, perché a capo tanto della
             prefettura quanto del partito, e unico soggetto cui facevano riferimento tutte le
             strutture, anche quelle militari, a livello provinciale. Per tutto questo, ad ogni
             maniera, occorse parecchio tempo, tanto che, sempre nel gennaio 1944, le cose
             stentavano a prendere la nuova direzione, fin quando si ebbe una decisiva acce-
             lerata ai primi di febbraio, che portò, nel giro di due mesi, alla nascita ufficiale
             della Gnr e alla dismissione dell’autonomia dell’Arma.
                  Nel  presente  caso  di  studio,  sembra  interessante  approfondire  quanto
             avvenne proprio in merito alla costituzione della Gnr e al ruolo dei carabinieri
             nella provincia di Lucca nei primi mesi del 1944, allorquando ancora incerto
             sembrava l’esito della campagna d’Italia e la Rsi ebbe maniera di organizzare, in
             maniera anche più incisiva di quanto una letteratura molto approssimativa e
             polemica voglia far passare, la sua organizzazione.
                  Molto rapidamente occorre riassumere che, ricostituitosi il Partito fascista
             repubblicano e riavviate le prime strutture periferiche, il governo repubblicano
             nomino quale Capo della provincia di Lucca un funzionario considerato affida-
             bile e piuttosto determinato, quale l’ex squadrista fiorentino e segretario fede-
             rale  (già  anche  alla  guida  della  federazione  di  Lucca  dal  1938  al  1942)
             Gianfranco  Piazzesi,  il  quale  impresse  subito,  dall’ottobre  1943,  una  svolta
             molto radicale all’attuazione delle direttive statali .
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                  Uno dei suoi primi intendimenti, tra l’altro, fu proprio quello di occuparsi
             da  vicino  della  situazione  delle  forze  armate:  in  questa  ottica  l’Arma  dei
             Carabinieri, l’unico apparato dello Stato che era riuscito a mantenere la propria
             efficacia e ad accrescere i propri poteri, ricevette le prime “attenzioni”.
                  Infatti il Capo della provincia si rivolse con toni severi al maggiore Cesare
             Ramelli  di  Celle,  comandante  provinciale  dei  carabinieri,  dicendogli  senza
             mezzi termini che l’Arma, dopo gli avvenimenti del luglio-settembre, aveva
             estremo bisogno di «rinnovellarsi nel personale, nel regolamento, nei mezzi e
             nel servizio, per poter rispondere maggiormente ai bisogni dei tempi».
                  Era una critica palese all’operato del comando del gruppo dei Carabinieri,
             proprio nell’ambito dell’ambizioso progetto di inserire l’Arma nel nuovo corpo
             di polizia di Renato Ricci. Il tono era ultimativo e non permetteva molte scap-
             patoie, a partire dal dicembre 1943.
                  La struttura militare dei Carabinieri in provincia di Lucca era particolarmente

             5    Per tutte le vicende esposte e per ogni riferimento documentario, rimando a miei volumi G.
                  Pardini, La Repubblica sociale italiana e la guerra in provincia di Lucca (1940-1945), Lucca, San
                  Marco, 2000 e G. Pardini, “Gli italiani siamo noi”. Guerra Repubblica sociale e Resistenza in provincia
                  di Lucca (1940-1945), Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2012.

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