Page 119 - Numero Speciale 2024-2
P. 119
IL NUOVO CORPO DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA. I CARABINIERI DI LUCCA
I carabinieri, infatti, erano già stati utilizzati nel difficile periodo di “inter-
regno” istituzionale nell’Italia centrosettentrionale dall’esercito occupante,
quale elemento di garanzia e di ordine nel controllo del territorio e pensavano
di essersi guadagnati sul campo il riconoscimento di aver bene meritato; al con-
trario, i vertici politici (ma anche militari, per certi aspetti) della nuova organiz-
zazione istituzionale (al di là di ogni considerazione di legittimità, essa esercitava
de facto funzioni giurisdizionali), conservavano fortissime riserve nei confronti
tanto dei vertici che della base dell’Arma, in considerazione delle ripetute prove
di fedeltà alle precedenti istituzioni, di attaccamento alla Corona (a conferma, il
giuramento dei carabinieri era esplicito, al riguardo), e di tiepidezza, per non
dire persino di aperta opposizione, al fascismo repubblicano.
Del resto la cattura di Mussolini, nel tardo pomeriggio del 25 luglio si dove-
va proprio ai carabinieri, e l’Arma aveva avuto un ruolo di primo piano per quel-
lo che molti consideravano un “tradimento” e - addirittura - “un colpo di Stato”.
Indubbiamente i carabinieri avevano pure svolto un eccellente lavoro a
difesa delle istituzioni e delle popolazioni, durante i difficili giorni seguiti all’8
settembre, e la loro opera valse più volte a contenere la rappresaglia tedesca, ma
per i fascisti repubblicani i conti da saldare erano ancora parecchi e il modo
migliore sarebbe stato proprio quello di “sciogliere” la struttura dell’Arma den-
tro il nuovo “contenitore” della Gnr, dando al corpo una più chiara e forte
impronta politica . Aderire, ormai, era la parola che correva sulla bocca di ogni
3
cittadino: aderire alla Rsi o non aderire. E la scelta dei carabinieri, nell’inverno
del 1944, coinvolse ogni singolo militare, perché per essi all’adesione avrebbe
seguito il giuramento, un nuovo e diverso giuramento a quello già precedente-
mente prestato, ma questa volta nei confronti della Repubblica sociale.
Pressati dal vertice, in periferia gli organi del Ministero della Difesa e del
Ministero dell’Interno, cercarono di seguire le nuove disposizioni operative, ma
la Gnr aveva un ruolo autonomo, tanto che al “confermato” Comandante
generale della Gnr venne assegnato pure l’incarico di ministro e il suo potere si
estese per alcuni aspetti oltre a quelli esercitati sul territorio dal Capo della
Provincia (il nuovo nome del prefetto) e dei Comandi militari. La struttura del
nuovo corpo venne ricalcata da quella dei carabinieri, con il livello più basso
delle stazioni, quello intermedio dei distaccamenti e dei presidi e quello provin-
ciale della legione. Vennero istituiti anche reparti speciali (Gnr postale, ferrovia-
ria, telegrafonica, forestale, di frontiera, eccetera) e avviata una intensa politiciz-
zazione della Guardia, anche attraverso la nomina dei Comandanti provinciali .
4
3 Cfr. anche G. Pansa, Il gladio e l’alloro. L’esercito di Salò, Milano, Mondadori, 1991.
4 A. Baldoni, Fascisti, 1943-1945, Roma, Settimo Sigillo, 1993, pp. 157-161.
117

