Page 22 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Quali ne sono i caratteri? A tale domanda generalmente si risponde che la
             Psicologia empirica tende ad essere la scienza naturale della vita psichica.
                  Allo stesso modo che la meccanica si occupa del movimento, studiandolo
             nelle condizioni che ne rendono possibili le variazioni, studiandolo adunque nelle
             varie manifestazioni e determinazione, lasciando da parte l’indagine dell’essenza e
             della causa di esso; allo stesso modo che la Chimica va in traccia delle condizioni
             in cui avvengono determinate combinazioni, allo stesso modo che la Fisiologia
             non si pone la questione dell’essenza della vita, ma ne descrive i fenomeni inge-
             gnandosi di precisare le forze f sicochimiche che li rendono possibili e ne studia le
             manifestazione in date circostanze, così la Psicologia scientif ca muove dai fatti
             psichici, da quei fatti interni che ognuno può constatare nella coscienza (desideri,
             volizione, sentimenti, percezione, idee, sensazioni ecc.), li descrive accuratamente,
             ne indaga le connessione, le uniformità nei loro rapporti, ne determina le leggi o
             le dipendenze da condizione, di qualunque genere queste siano […].
                  Le scienze della natura esterna cominciarono ad essere feconde quando non
             si domandavano più: Che cos’è la materia, qual è la causa prima del movimento
             e della vita, quali sono le cause o le virtù, o le potenze produttrici di tali e di tali
             altri fenomeni? Allo stesso modo la Psicologia fu assunta al grado di vera scienza
             quando non considerò le classi dei fatti psichici stessi, quando cominciò a seguire
             il metodo delle scienze positive, descrizione ed analisi dei fatti, determinazione
             delle connessioni, determinazione delle condizioni da cui dipendono le variazioni
             dei fatti stessi .
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                  Il divario epistemologico del clima culturale di f ne ottocento e inizio nove-
             cento  si  rif etteva  anche  sulle  prime  teorie  psicologiche  che  presero  avvio  in
             quell’epoca secondo una linea di progressione che potremmo def nire di carattere
             “evolutivo” e di “adattamento”. Dai f siologi si appresero i rudimenti del metodo
             sperimentale che, assieme all’empirismo , divennero i pilastri fondamentali per le
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             teorie psicologiche sperimentali che si sarebbero sviluppate in seguito.


             7   F. De Sarlo, 1903, pp. 4-5
             8   L’empirismo è una corrente f losof ca che pone l’esperienza come base del conoscere. Secondo que-
                 sta concezione tutte le conoscenze dell’uomo partono dalle percezioni sensoriali fornite dall’espe-
                 rienza diretta del mondo esterno. nell’empirismo l’osservazione riveste un ruolo fondamentale nel
                 processo di acquisizione della conoscenza. Attraverso l’osservazione diretta degli oggetti e degli even-
                 ti, si raccolgono dati empirici che diventano la base per la costruzione di teorie e conoscenze scienti-
                 f che. L’osservazione permette di identif care regolarità, relazioni e leggi che governano il mondo,
                 consentendo di formulare generalizzazioni af  dabili. nell’ambito dell’empirismo, si nega l’esistenza
                 di concetti innati come, ad esempio, l’idea di Dio o di verità assolute. Secondo loro, le idee rappre-
                 sentano il risultato di un processo di elaborazione e associazione degli elementi forniti dalla perce-
                 zione sensoriale. (Treccani).

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