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I “PRIMI PASSI” DELLA PSICoLoGIA


                             nEL MonDo MILITARE

                    Il mondo militare e le discipline psicologiche da più di un secolo si sono
               strette in un solido connubio caratterizzato da forti legami di collaborazione, di
               lavoro e di ricerca. Si deve proprio all’esigenza di rispondere alle necessità militari,
               infatti, la decisione di interessare e di impiegare metodi e strumenti psicologici al
               f ne di poter “selezionare” le reclute da destinare ai vari reparti e incarichi, in
               modo veloce ed il più possibile rispondente alle esigenze della Forza Armata.
                    nei primi decenni del XX secolo, le funzioni del reclutamento e della sele-
               zione  avevano una connotazione quasi esclusivamente di natura medico-sanita-
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               ria in quanto coloro i quali non presentavano i requisiti f sici e psichici di fondo
               venivano dispensati dal servizio militare obbligatorio o volontario. Solo in un
               secondo tempo, nel periodo tra le due guerre, ma ancor di più dopo il secondo
               conf itto mondiale, la selezione ed il reclutamento si sono arricchiti anche della
               funzione di “indirizzare” il personale, in possesso di particolari requisiti, verso
               reparti e incarichi altamente specializzati.
                    Ma come si è arrivati ad assolvere questa signif cativa funzione nell’ambito
               delle Forze Armate? Proviamo a ripercorrere a grandi linee le tappe fondamentali
               che  videro  la  progressiva  cooperazione  e  collaborazione  del  nascente  interesse
               nazionale per la psicologia e l’attenzione delle Istituzioni dello Stato verso tema-
               tiche relative alla promozione del fattore umano.
                    nei primi del novecento, il contesto culturale con il quale si doveva con-
               frontare chi si occupava della emergente disciplina non era del tutto favorevole,
               in quanto il valore epistemologico della psicologia non era ancora suf  ciente-
               mente accreditato. Il concetto dell’anima, quale sostanza semplice, non era deri-
               vato dall’osservazione e dall’analisi dei fatti psichici, ma era spesso trasportato dal
               di fuori della psicologia per dare un fondamento alla credenza nella preesistenza
               e immortalità dell’anima; inoltre in base al l’assioma logico che il composto sup-
               pone il semplice si ebbe le escogita azione dell’anima-atomo.
                    La vecchia psicologia quindi era scienza prettamente f losof ca e come tale
               aveva per obiettivo di indagare la natura dell’anima quale entità asse, eh non man-
               giandone e specif candone le potenze e le facoltà.
                    Di contro la psicologia f losof ca è sorta la Psicologia odierna che caratteriz-
               zata com’è scientif ca, empirica eccetera.

               6   F. Carbone, 2006.

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